Renzi-Berlusconi: dal Patto del Nazareno alla Grande Coalizione

Pattodel NazarenoAll’indomani della sentenza di appello del Tribunale di Milano che ha assolto Silvio Berlusconi nel processo Ruby, ribaltando clamorosamente la condanna a 7 anni inflitta in primo grado al capo di Forza Italia, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è riuscito a volare fino in Africa, in Mozambico, a Maputo, per dichiarare quello che tutto il mondo già sapeva. “In un paese civile le regole si fanno insieme – ha detto il premier a chi gli chiedeva lumi sulla solidità del Patto del Nazareno– dal punto di vista istituzionale avrei mantenuto la parola anche se Berlusconi fosse stato condannato”.

La misteriosa conferma da parte del Rottamatore del patto segreto siglato con il Caimano nella sede appena espugnata del Pd, veniva considerata scontata da tutti gli addetti ai lavori, compresi coloro i quali si sono convinti da tempo che i fili del pactum sceleris del Nazareno siano tirati da Licio Gelli, il Venerabile Maestro della P2. Con Berlusconi trasformato miracolosamente da Papi Prostituente in Padre Costituente, l’accordo tra destra e sinistra potrebbe compiere ora un ulteriore passo avanti.

“Se l’oggetto di questo governo sono le riforme cosa c’è di strano che Berlusconi rientri in maggioranza? Io dico che Forza Italia deve entrare in maggioranza – dichiara senza mezzi termini il senatore Paolo Naccarato di Gal – “Archiviata l’alleanza con i 5 stelle, l’agenda dei mille giorni evocata dal premier va proprio in questa direzione”. Un abbozzo di trattativa che, se si vuole dar credito al retroscena riportato dal fattoquotidiano.it, sarebbe stato avallato da Berlusconi in persona che, oltre ad Italicum e Senato vuole portare a casa la “riforma” della Giustizia. E non solo, perché già si vocifera di un lavorio diplomatico portato avanti sottobanco dagli sherpa pro-Renzi Denis Verdini e Gianni Letta.

I due, secondo il quotidiano diretto da Peter Gomez, starebbero tramando con i renziani per far rientrare FI prima in maggioranza e poi addirittura al governo (il totoministri riporta già i nomi di Alessandro Cattaneo ed Elena Centemero). Un piano diabolico che rappresenterebbe una Nakba (la Catastrofe dei palestinesi) per le ambizioni di Angelino Alfano e la sopravvivenza stessa di Ncd, ma soprattutto diventerebbe la pietra tombale del dialogo sulle Riforme intavolato da Renzi con il M5S.

A dire la verità lo stucchevole (per Renzi) dibattito con i grillini su preferenze e clausole di sbarramento era già stato stoppato dall’apatia e dalla strabordante pinguedine mostrata senza vergogna dal giovane premier durante la diretta streaming di qualche giorno fa. Ma il Movimento, con in testa Luigi Di Maio, aveva comunque deciso di andare avanti. Per uscire dall’angolo politico in cui è stato cacciato ma, soprattutto, per mostrare agli italiani il bluff di Renzi che finge di trattare con i seguaci di Beppe Grillo quando ha già in tasca il Patto del Nazareno.

Diciamo che Grillo e i suoi non hanno preso molto sportivamente la rinnovata corrispondenza di amorosi sensi tra il “nipotino di Gelli” (copyright Piero Pelù) e la tessera P2 1816. Sul blog del guru genovese è apparso prima un post che riportava una parte del discorso pronunciato il 19 luglio dal magistrato Nino Di Matteo, in cui il pm del processo alla trattativa Stato-mafia ha attaccato, senza nominarli, il presidente “interventista” Giorgio Napolitano e “un soggetto da molto tempo colluso con gli esponenti di vertice di Cosa Nostra” (Berlusconi ndr) che oggi “discute con il Presidente del Consiglio in carica di riformare la legge elettorale e quella Costituzione alla quale Paolo Borsellino aveva giurato quella fedeltà che ha osservato fino all’ultimo respiro”. Messaggio chiaro quello voluto lanciare da Grillo.

Domenica sera, poi, Di Maio e gli altri protagonisti della trattativa con Renzi hanno provato a rilanciare una proposta in 6 punti al solo scopo di smascherare la “tattica dilatoria” del “gasteropode Renzie” interessato, in realtà, solo a confermare il Patto del Nazareno.

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Berlusconi in crisi: Italicum addio e Patto del Nazareno a rischio

patto del NazarenoNonostante il secondo faccia a faccia tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, avvenuto a Palazzo Chigi lunedì sera, la strada dell’Italicum si fa sempre più in salita. Per il provvedimento approvato dalla Camera ai primi di marzo si parla di un rinvio a dopo le elezioni europee, forse a settembre, o forse mai. Il giovane premier, comunque, è intenzionato a far ricadere tutta la responsabilità del fallimento della nuova legge elettorale su Berlusconi, i suoi guai giudiziari e la conseguente crisi di Forza Italia che, solo sulla base dei sondaggi, i mass media danno ormai per scontata.

Il Cavaliere decaduto, intanto, è riuscito a dribblare con eleganza anche l’ostacolo della condanna ai servizi sociali. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano per una volta gli ha dato una mano, obbligandolo a recarsi ad assistere gli anziani in un centro di Cesano Boscone per sole 4 ore alla settimana, permettendogli di spostarsi a Roma dal martedì al giovedì e garantendogli così la tanto agognata agibilità politica.

Ma, per il momento, a quaranta giorni dalle elezioni europee, gli effetti benefici della ridiscesa in campo del Berlusconi animale elettorale ancora non si vedono. Anzi, il suo ruolo di Padre riformatore è sempre più a rischio. È vero che deve avere ancora dei santi in paradiso (qualcuno incappucciato), se Renzi stesso continua inspiegabilmente ad offrirgli una visibilità da statista attraverso i loro ripetuti incontri. Ma il rifondatore di Forza Italia sembra chiuso in un angolo dalla condanna per frode fiscale, dall’erosione di uomini (vedi Bonaiuti) e di voti che sta dissanguando il partito, e dal venir meno delle condizioni per mantenere in vita il Patto del Nazareno siglato appena poche settimane fa con il Rottamatore.

Dalle parti del Pd, che come sempre è spaccato al suo interno (renziani contro il ddl Chiti su riforma del Senato), si teme che l’annunciato sorpasso elettorale di Grillo nei confronti dei berluscones eliminerebbe la ragione stessa del Patto del Nazareno sull’Italicum: Pd e Forza Italia, non il M5S, dovrebbero essere i due partiti maggiori che beneficeranno degli effetti di quella che molti definiscono una “svolta autoritaria”, scritta apposta per spartirsi il potere facendo fuori i grillini. L’incubo di Renzi, esplicitato dal un misterioso “renziano doc” , è che con Berlusconi alle corde “bisognerebbe ritrovare un altro accordo di maggioranza, passare da un’altra direzione del Pd che lo vagli e voti”. Bersani, D’Alema e l’opposizione interna questa volta non si farebbero sfuggire l’occasione di trascinare nella palude il renzismo futurista.

Se l’Italicum dovesse morire, Renzi perderebbe la faccia per la promessa non mantenuta. Berlusconi, invece, la dignità l’ha già persa perché gli odiati giudici, pur andandoci leggeri, lo hanno definito nelle motivazioni dell’invio ai servizi sociali “persona socialmente pericolosa”. Il caso del Condannato eccellente, inoltre, secondo le toghe milanesi presenta “indici del recupero dei valori morali perseguiti dall’ordinamento”. Una analisi umiliante alla quale si deve aggiungere l’ammonimento a “non diffamare più i magistrati”, pena gli arresti domiciliari.

Per i magistrati il self made man che ha creato Mediaset e Milano 2, commettendo il reato di frode fiscale ha dimostrato “insofferenza alle regole dello Stato e della convivenza civile”. Inoltre, “la misura alternativa può svolgere funzione rieducativa e di recupero sociale della persona anche qualora questa sia perfettamente inserita socialmente”. Come dire che sedersi ad un tavolo per fare le Riforme con un vecchietto da rieducare non è auspicabile.