Truffa all’Ospedale Israelitico: indagato il poltronista Mastrapasqua

mastrapasqua indagatoIl presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua è indagato dalla procura di Roma per truffa, abuso di ufficio e falso ideologico. Non risulta però indagato nelle vesti di presidente dell’istituto previdenziale nazionale, bensì in quelle di direttore generale dell’Ospedale Israelitico di Roma, una delle innumerevoli cariche ricoperte dal re dei poltronisti italiani. Mastrapasqua è finito al centro di uno scandalo giudiziario e, allo stesso tempo, di un conflitto di interessi talmente mostruoso da far impallidire persino un professionista come Berlusconi. Due piani separati, almeno per il momento, ma che rischiano di compromettere la carriera del “professionista della poltrona”.

Il fronte giudiziario

Semplici interventi di odontoiatria venivano fatti passare per complicate operazioni di ortopedia. Per i primi l’Ospedale Israelitico, di cui Mastrapasqua è dg dal 2001, non è convenzionato e, quindi, non potrebbe farseli rimborsare dalla Regione Lazio. Le seconde, al contrario, sono rimborsabili e, soprattutto, molto redditizie. Secondo una relazione dei carabinieri del NAS depositata in procura il 16 settembre 2013, l’amministrazione dell’Ospedale, falsificando 12.164 schede sanitarie, avrebbe intascato 13,8 milioni di euro di rimborsi non dovuti.

Il nostro, almeno per questo filone di indagine, si chiama fuori, forte del fatto che il direttore generale non si occupa delle cartelle cliniche e dell’aspetto “sanitario” dell’ospedale di piazza San Bartolomeo all’Isola. Tutta colpa dell’altro indagato. il direttore sanitario Giovanni Spinelli. Lui, Mastrapasqua, non poteva sapere. Saranno comunque i magistrati guidati da Pignatone a deciderlo.

Più complicato per Mastrapasqua giustificare quei 71,3 mln di “ingiusto vantaggio patrimoniale” per l’ospedale che, secondo i NAS, sarebbe stato garantito per il biennio 2011-2013 da un protocollo di intesa firmato con Ferdinando Romano, ex direttore regionale programmazione e risorse della sanità, anche lui indagato. Controlli espletati “in violazione alla normativa regionale”, invece di sospendere l’accreditamento provvisorio dell’Ospedale Israelitico. Questo per i carabinieri il trucco architettato dal duo Mastrapasqua-Romano.

Il conflitto di interessi

Fino a qui l’aspetto giudiziario della vicenda. Nulla di irrimediabile, sembrerebbe. Ma è sullo scoglio del conflitto di interessi che potrebbe incagliarsi la luminosa carriera di Mastrapasqua. L’accusa arriva sempre dai solerti NAS i quali sospettano che il presidente dell’Inps Mastrapasqua abbia accettato di ripianare i debiti che l’Ospedale Israelitico, di cui Mastrapasqua è direttore generale, aveva verso l’ente previdenziale attraverso la cessione di “crediti non esigibili” vantati dallo stesso Ospedale verso la Regione Lazio. Un intreccio di soldi in cui debitore e creditore sono la stessa persona: Mastrapasqua.

Tutto in apparenza regolare, visto che la legge 426 del 1991consente agli enti religiosi di scaricare su quelli previdenziali l’inadempienza dell’amministrazione pubblica verso un privato. Ma se il protagonista dell’operazione è sempre la stessa persona, allora scatta un clamoroso conflitto di interessi. All’Inps la chiamano la “pratica del presidente”, ovvero la consuetudine di Mastrapasqua di recarsi dal notaio in qualità di dg dell’Israelitico per cedere a se stesso, presidente dell’Inps, una delle fatture che la Regione deve ancora saldare.

Solo aggiungendo a quanto fin qui raccontato l’elenco delle poltrone su cui è seduto Mastrapasqua, si possono intuire le dimensioni del conflitto di interessi dell’indagato. Presidente, oltre che dell’Inps, di Idea Fimit Sgri (la maggiore società immobiliare italiana), della Gias, del Comitato pensioni privilegiate, del Fondo gestione speciale. Sul fronte dei collegi sindacali Mastrapasqua è presidente di Coni Servizi Spa, Loquendo, Acquadrome, Telecontact Center, Eur Spa, Adr Engineering, Quadrifoglio, Mediterranean Nautilus Italy Spa, Groma. Da segnalare la vicepresidenza di Equitalia e ruoli sparsi in altre società come Autostrade per l’Italia, per un totale di qualche milione di euro di stipendio. Forse il premier Enrico Letta (che adesso ha chiesto al ministro Giovannini una relazione sulla vicenda) ha parlato di una legge sul conflitto di interessi pensando a Mastrapasqua e non a Berlusconi.

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