Caso Geithner: Berlusconi invoca una commissione di inchiesta

caso GeithnerSilvio Berlusconi, ospite a Coffee Break su La7, invoca una commissione di inchiesta sul caso Geithner. La storia del presunto complotto internazionale che portò alla caduta del suo governo nel novembre del 2011, raccontata dall’ex Segretario al Tesoro Usa Tim Geithner nel suo libro di memorie Stress Test, è stata presa molto seriamente dal capo di Forza Italia, non si capisce ancora se per mero interesse elettorale o perché il complotto contro di lui sia avvenuto veramente. “Le mie dimissioni sono state responsabili ma non libere – ha detto Silvio giovedì mattina – Ci sono state molte pressioni, ci sono dei fatti enormi che necessitano una commissione d’inchiesta”.

Le rivelazioni di Geithner hanno innescato un inevitabile scontro semi-istituzionale tra il Caimano decaduto e condannato e l’inquilino del Colle Giorgio Napolitano che con un comunicato ufficiale ha negato di essere a conoscenza di un putsch antiberlusconiano organizzato dalla UE. Ma cosa ha scritto di preciso l’influente politico americano? Geithner racconta che nell’autunno 2011 l’amministrazione Obama era in “costante contatto” con le “controparti europee”. Alcune di loro – continua l’ex Segretario – ci hanno spesso chiesto di intervenire per fare pressioni sul cancelliere Merkel affinché fosse meno avara, o sugli italiani e gli spagnoli affinché fossero più responsabili”.

Segue poi la frase che sta scatenando un putiferio in Italia:

“A un certo punto in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci hanno approcciato con un complotto per provare a fare cadere il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Volevano che rifiutassimo di appoggiare i prestiti del Fondo Monetario Internazionale all’Italia fino a quando lui (Berlusconi ndr) non se ne fosse andato. Abbiamo riferito al presidente di questo sorprendente invito ma, per quanto sarebbe stato utile avere una migliore leadership in Europa, non potevamo essere coinvolti in un piano come quello. «Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani», ho detto”.

Dunque, Geithner dichiara solennemente che almeno un tentativo europeo di “complotto” fu messo in atto. Non dice se questa iniziativa illegale e antidemocratica andò in porto. Non fa nemmeno i nomi dei funzionari della Ue coinvolti, ma non ha difficoltà a dipingere Barack Obama e i suoi come paladini della libertà e della legalità. Un atteggiamento alquanto vile e doppiogiochista per uno che negli Usa ha ricoperto un ruolo equivalente a quello del nostro ministro dell’Economia. E poi, la sua teoria si basa su un punto discutibile: negare il prestito del FMI all’Italia quando il governo Berlusconi, pur di mantenere l’onore, si rifiutava di finire sotto tutela della Trojka e avrebbe piuttosto lasciato affondare il paese. Nessun riferimento nemmeno allo scontro interno al Pdl con Tremonti che portò all’implosione del Berlusconi IV.

Per quanto riguarda Napolitano, Re Giorgio ha scritto che, a parte “le inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche di scarsa fiducia negli impegni assunti dall’Italia, null’altro di pressioni e coartazioni subite dal Presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati fu mai portato a conoscenza del Capo dello Stato”. Posizione pilatesca che ha scatenato l’ira di Silvio.

Berlusconi prima ha spiegato che il complotto fu organizzato perché lui si opponeva alla “colonizzazione dell’Italia” da parte del FMI e dell’Europa a guida tedesca e ha denunciato “l’imbroglio degli spread”. Poi si è lamentato (giustamente) perché questa notizia bomba non trova spazio sulle prime pagine dei media e ha liquidato la nota del Colle dicendo di non poter “parlare del Capo dello Stato” altrimenti rischia di finire a San Vittore. Berlusconi non lo dice ma, scrive Adalberto Signore sul Giornale, è “fermamente convinto che Napolitano abbia avuto un ruolo di primo piano” nella vicenda del “colpo di Stato” del 2011. Gli indizi della colpevolezza del presidente? Gli incontri con Monti già in giugno, l’avallo della lettera della Bce firmata da Jean-Claude Trichet e scritta da Mario Draghi. “È lui il vero regista e il fatto che ora se ne lavi le mani rasenta il ridicolo”. Questo il succo del Berlusconi pensiero su Napolitano.

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