Alleanza anti-euro: attrazione fatale tra Grillo e Le Pen

Le Pen GrilloBeppe Grillo ha smentito ufficialmente l’ipotesi di alleanza anti-euro con Marine Le Pen in vista delle elezioni europee. Ma tra i due leader, più popolari che populisti, potrebbe ancora scoppiare un’attrazione fatale alimentata dalla possibilità di spazzare via questa Europa dominata dai burocrati di Bruxelles. La nuova stella della politica francese, dopo il successo del suo Front National alle amministrative d’Oltralpe, punta a fare incetta di seggi a Strasburgo proponendo una Alleanza a “tutte le forze euroscettiche”. Il M5S non può e non vuole spostare il suo asse verso Destra, ma non è detto che esigenze tattiche non spingano Grillo e Le Pen ad azioni comuni all’interno del parlamento europeo.
Ai piedi della Signora del FN si sta coagulando il gotha dell’euroscetticismo di destra. Per formare un gruppo parlamentare in Europa occorrono almeno 25 deputati di 7 paesi diversi. Ecco perché la Le Pen ha già stretto un patto d’acciaio col leader del PVV olandese Gert Wilders, nonostante la differenza di vedute su immigrazione islamica e coppie gay (la figlia di Jean Marie è molto più aperta dell’allampanato Wilders). Accordo vicino anche con i belgi del Vlaams Belang, con l’austriaco FPO di Heinz-Christian Strache, con l’AFD tedesco e l’Ukip britannico di Nigel Farage. Arruolati anche gli ex impresentabili della Lega Nord italiana il cui accordo con l’Alleanza della Le Pen dovrebbe essere reso pubblico a metà aprile.
Alleanza euroscettica di destra che, stando agli ultimi sondaggi, dovrebbe riuscire a superare i 40 seggi, senza l’apporto di Grillo e senza contare i movimenti ritenuti anche dalla Le Pen xenofobi e razzisti come i greci di Alba Dorata, gli ungheresi di Jobbik, i bulgari di Ataka, i tedeschi dell’NPD e i Democratici Svedesi.
Ma i 19 seggi (sui 73 spettanti all’Italia) di cui sono accreditati oggi i grillini fanno comunque gola alla bionda Marine. E le affinità con i 7 punti per l’Europa del M5S sono più di quanti le ripetute scaramucce mediatiche avute con Grillo possano far pensare. Sul suo blog Grillo è stato ultimativo: “Marine Le Pen è una bella signora di grande successo. Nessuno la odia. Ha però un’appartenenza politica diversa dal M5S e per questo non sono possibili accordi. Rien d’autre. Adieu”. Ma la Giovanna d’Arco del FN non si è data per vinta e ha rimarcato il fatto che “i nostri partiti sono d’accordo su molti temi, a cominciare dalla lotta contro l’euro”.
Marine Le Pen auspica per l’Europa il “ritorno della democrazia, della sovranità dei popoli e delle identità nazionali”. Tutti temi sui quali il M5S potrebbe agevolmente convergere a Strasburgo. Due volte divorziata e con un segretario generale del partito, Steeve Brios, dichiaratamente omosessuale ma trionfatore nel comune di Hénin Beaumont, la Le Pen ha consegnato definitivamente alla storia lo sciovinismo sull’Algeria francese marchio di fabbrica di papà Jean Marie.
Si avvicina molto a Grillo sui temi della disoccupazione e dello ius soli e, dei 7 punti grillini, apprezza soprattutto la volontà di abolire il Fiscal Compact e il ricorso al referendum per decidere sulla permanenza nell’area euro. Vicine al credo grillino anche le parole d’ordine del FN alle recenti elezioni francesi: taglio delle tasse e lotta senza quartiere al clientelismo. Se non è amore questo, presto potrebbe diventarlo.

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