Spending review: la scure di Cottarelli su pensioni, statali e divise

In Italia chi prova a toccare i dipendenti della Pubblica Amministrazione rischia di finire molto male. Finora, infatti, non c’è riuscito nessuno. Ma, nell’era della crisi economica, l’obbligato ricorso alla spending review (la revisione della spesa dello Stato) rischia di abbattere quel muro di intoccabilità che separa i lavoratori statali dai dipendenti del settore privato. A finire nel mirino del commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, sono stati gli impiegati della PA, i pensionati e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. A sua volta, il commissario è divenuto obiettivo degli attacchi della Cgil.

carlo cottarelliÈ stato lo stesso Cottarelli, nel corso di una audizione al Senato martedì mattina, a confermare le sue intenzioni tutt’altro che pacifiche nei confronti degli statali. E pensare che il governo Renzi fino a poche ore prima si era premurato di smentire le anticipazioni pubblicate dal quotidiano Il Tempo lunedì 17 marzo. Il giornale romano aveva snocciolato nel dettaglio (con tanto di fotografie) le tabelle dei tagli previsti che Cottarelli aveva presentato ufficiosamente al premier venerdì scorso.

L’ex responsabile degli Affari Fiscali del Fmi ha riferito a Palazzo Madama di poter riuscire a mettere insieme un tesoretto di 5 miliardi di euro per il 2014, se l’operazione spending review dovesse riuscire a partire entro maggio. La stima prudenziale è però di 3 mld. Ma, ha aggiunto Cottarelli scaricando tutta la responsabilità su Renzi, “tutto dipende dalle decisioni politiche che si prendono”. Il super commissario, dunque, propone tagli pesanti sul numero di lavoratori pubblici e per le tasche dei pensionati, ma quando verrà il momento di decidere lui se ne laverà le mani.

PENSIONI

La prima pietra dello scandalo è rappresentata dagli annunciati, poi smentiti e, infine, reintrodotti, contributi di solidarietà da prelevarsi sulle pensioni superiori ai 3mila euro lordi (cifra indicativa). Di fronte alla bufera di critiche scatenatasi su questa ipotesi, lo stesso Renzi era stato costretto a fare dietrofront dalla poltrona di Porta a Porta. Stessa sorte subita dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, invitato a rimangiarsi le dichiarazioni sul prelievo forzoso sulle pensioni. Adesso è lo stesso Cottarelli a riaprire la questione perché al Senato definisce il lavoro sulle pensioni “uno scenario illustrativo” subordinato alle scelte politiche, visto che “si può anche decidere che non si devono toccare”. Messaggio chiaro a Renzi: niente tagli alle pensioni significa meno soldi per coprire il taglio dell’Irpef.

STATALI

Il capitolo esuberi nella Pubblica Amministrazione è quello che toglie il sonno ai sindacati. Alcuni quotidiani hanno azzardato la cifra di 85mila dipendenti da “licenziare” da qui al 2016 per un risparmio di circa 3 miliardi. Cottarelli precisa che quello è “un numero indicato come prima stima di massima che va affinato sulla base delle effettive riforme che dovranno essere chiarite nel 2014”. È chiaro che si farebbe ricorso a prepensionamenti, mobilità e blocco del turn over (mica parliamo di precari), ma le rappresentanze sindacali di questi lavoratori iper garantiti sono già sul piede di guerra. La mostruosa spesa pubblica dello stato italiano dipende in parte dagli stipendi elargiti a pioggia a milioni di dipendenti della PA. Un sistema di welfare per privilegiati. Nessun timore di essere smentiti, basta farsi un giro in qualunque ministero romano per trovare torme di brunettiani fannulloni in perenne pausa caffè. Tutto sta separare le mele marce dal cesto.

FORZE DELL’ORDINE

Per quel che riguarda la riorganizzazione delle “divise”, Cottarelli giura di non voler “ridurre il livello di sicurezza”, ma ritiene necessario agire sui noti “problemi di sovrapposizione e di coordinamento” per sfruttare i “margini di risparmio”. Tradotto, significa che il numero dei carabinieri verrà ridotto da 118mila a 95mila entro il 2016. Anche i poliziotti caleranno dagli attuali 110mila agli 87mila del 2016. Idem per la Guardia di Finanza (da 68mila a 56mila). L’Esercito sarà costretto ad un dimagrimento (da 190mila a 150mila uomini) entro il 2024. E poi, un nuovo assunto ogni due pensionati e ipotesi di ridurre il numero degli attuali 5 Corpi di Polizia.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: