M5S: Napolitano boia, pronto l’impeachment. La casta insorge

Secondo il cittadino-deputato del Movimento5Stelle, Giorgio Sorial, il presidente Napolitano è un boia. I grillini lo accusano di non essere imparziale e di non tutelare i diritti delle opposizioni, soprattutto per quanto riguarda il frequente ricorso del governo Letta alla decretazione di urgenza. Vedi il decreto Imu-Bankitalia. Il resto della casta coglie al volo l’occasione per schierarsi strumentalmente in difesa del capo dello Stato, cercando così di coprire il fallimento del governo su crisi economica e Lavoro. L’ammuina parlamentare contro i cattivi grillini aiuta anche a far digerire agli italiani lo stucchevole e inutile balletto sulla nuova legge elettorale Italicum.

I parlamentari a 5Stelle, intanto, tirano dritti per la loro strada, ribadendo che presto chiederanno la messa in stato di accusa, l’impeachment, del bis-presidente Napolitano. Grazie allo strappo grillino le aule parlamentari si sono trasformate nei marciapiedi degli anni ’70 del secolo scorso, quando il “boia chi molla” di Ciccio Franco risuonava per le strade di Reggio Calabria in rivolta. “Il boia Napolitano – ha detto Sorial durante una conferenza stampa a Montecitorio – sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’opposizione e tagliarci la testa. Ha messo una tagliola sulle opposizioni”.

 

Sorial e colleghi ce l’hanno con il vecchio Giorgio per via delle violazioni che, a loro modo di vedere, sarebbero state commesse dal governo Letta-Alfano nell’iter di approvazione dei decreti legge, con il silenzio-assenso dell’inquilino del Colle. Il M5S si riferisce in particolare alla legge di Stabilità, al decreto salva-Roma (poi ritirato proprio a causa del pressing grillino) e all’ancora caldo decreto Imu-Bankitalia considerato, a ragione, un regalo fatto alle banche italiane. L’intenzione manifestata dai seguaci di Beppe Grillo è quella di inviare al Quirinale una serie di lettere di protesta, cominciando proprio dalla legge di Stabilità.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato poi il collega di Sorial, Manlio Di Stefano. “Un boia è colui che uccide il condannato a morte – ha detto il pentastellato – quindi Napolitano è stato accusato di aver ucciso qualcosa o qualcuno. In questi due mandati il Re ha ucciso: la democrazia, la Costituzione, il popolo italiano, la giustizia”. Apriti cielo, parole pesanti come il piombo dei “boia chi molla”.

Logica e prevedibilmente scontata la reazione di sdegno della casta parlamentare, pronta a ricompattarsi, dalla sinistra di Sel alla destra di Fd’I, all’ombra della bandiera della fedeltà assoluta verso il garante delle larghe intese (quella Letta-Alfano, ma anche l’inedita Renzi-Berlusconi). I più duri sono stati gli alfaniani, evidentemente nervosi a causa della legge elettorale che li costringerebbe ad un forzato ritorno all’ovile berlusconiano. “Descrivere il presidente della Repubblica come un boia – dichiara Giuseppe Esposito (chi?) di Ncd – trascende ogni diritto di critica e di espressione, è un oltraggio inammissibile che richiederebbe l’apertura di un procedimento per vilipendio al Capo dello Stato”. Un reato di marca ottocentesca, il vilipendio, che già il Kaiser tedesco e lo zar russo avevano pensato di abolire.

Matteo Renzi approfitta invece dell’occasione per tornare alla carica dei rappresentanti (ma soprattutto dei voti) del M5S. Una manifestazione di opportunismo degna del maestro Berlusconi. “La solidarietà a Napolitano, innanzitutto – scrive su facebook l’ebetino di Firenze (copyright Grillo) – ma anche un appello ai (tanti) deputati e senatori perbene del movimento di Grillo: perché continuare a tenere il Movimento 5 Stelle ostaggio di chi insulta e non provare finalmente a cambiare le cose?”. Votando insieme al Pd renziano, ci sarebbe da aggiungere. Dello stesso tenore le reazioni del resto della casta. Enrico Letta (“indegno attacco e deriva estremista”), Renato Brunetta (“ignoranza politica”), Laura Boldrini (“insulti inaccettabili”). Intanto la procura di Roma prende sul serio le richieste degli alfaniani e sta valutando se ci siano gli estremi per procedere contro Sorial per il reato di vilipendio al capo dello Stato. Semplicemente ridicolo.

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