M5S: su immigrazione, legge elettorale e droghe decide la Rete

Il Movimento5Stelle voterà in favore dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina. Lo hanno stabilito gli iscritti al portale grillino attraverso una consultazione on-line. Certo, solo 25mila degli oltre 80mila iscritti al blog di Grillo prima del 30 giugno 2013 hanno deciso di esercitare il loro diritto. Sulla bassa affluenza alle urne virtuali hanno contribuito anche le falle del sistema informatico e comunicativo gestito da Gianroberto Casaleggio. Ma si può comunque affermare che il primo test di partecipazione diretta dei cittadini nella scelta di una legge sia stato un successo.

La dimostrazione sta nel fatto che proprio Beppe Grillo, definito dai detrattori come il duce di un movimento sfascista e dittatoriale, si sia dovuto piegare alla volontà di poche migliaia di illustri sconosciuti: gli attivisti del M5S. L’ex comico, insieme a Casaleggio, si era espresso chiaramente contro l’iniziativa dei due senatori pentastellati, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, latori di un disegno di legge favorevole alla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina. “Se avessimo inserito questa proposta nel nostro programma, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico alle elezioni”, così Grillo aveva stroncato in ottobre la pur umanamente lodevole iniziativa dei suoi.

Su argomenti così importanti, assenti dal programma a 5Stelle, “decide la Rete”. Parola di Grillo e Casaleggio. E la Rete grillina sull’immigrazione clandestina la pensa al contrario rispetto a Grillo. Il Capo si è infatti adeguato, senza nemmeno dire la sua sul blog. Al netto delle polemiche interne al Movimento e del polverone alzato dalla quasi totalità dei mass media, i grillini hanno deciso di ripetere immediatamente l’operazione democrazia diretta. Sul loro portale sono già in discussione due proposte di legge che riguarderanno il sistema elettorale e la legalizzazione della cannabis.

La discussione sulla legge elettorale è certamente quella più gettonata nel dibattito politico italiano. Le motivazioni riguardo la bocciatura del Porcellum rese note dalla Consulta hanno, di fatto, consegnato al Paese un proporzionale puro, costringendo Matteo Renzi a forzare i tempi per imporre uno dei tre modelli elettorali scelti dal Pd (spagnolo, mattarellum, sindaco d’Italia). Ma i grillini non ne vogliono nessuno dei tre, almeno fino a quando la Rete non si sarà espressa. Nei prossimi giorni gli 80mila iscritti dovranno iniziare a confrontarsi su maggioritario, proporzionale, premi di maggioranza e preferenze.

La legge elettorale a 5Stelle non vedrà quindi la luce prima di uno o due mesi. Del resto, Grillo e Casaleggio non hanno alcuna fretta, visto che una legge elettorale valida già c’è: il Porcellum emendato dalla Consulta. Ipotesi confermata anche dal costituzionalista Aldo Giannuli. “La Corte dice chiaramente che il Porcellum, emendato come da sentenza, è un sistema perfettamente funzionante – scrive il professore sul blog di Grillo – che può essere usato immediatamente come sistema proporzionale su lista, con apparentamento ed una sola preferenza esprimibile”. Renzi dovrà dunque accontentarsi di fare la legge elettorale con Berlusconi e Alfano, ma non con Grillo.

Da ieri il M5S discute anche di superamento della Fini-Giovanardi e di legalizzazione della cannabis. Anche in questo caso saranno gli iscritti, come segnalato nel post del deputato Vittorio Ferraresi, a dare vita ad un testo definitivo che al momento parte da tre punti principali: differenziazione tra droghe leggere e pesanti, liceità della coltivazione di marijuana, eliminazione di arresto obbligatorio e illeciti amministrativi. Comunque la si pensi sul merito delle questioni, è il metodo, ovvero la partecipazione diretta dei cittadini, a rischiare veramente di funzionare. Una prospettiva che fa paura al Potere costituito nelle stanze dei bottoni. Non si spiegherebbe altrimenti l’attacco mediatico concentrico di cui è stata oggetto la votazione sull’immigrazione clandestina. Scottata dalla vittoria dei cittadini contro Grillo (presunto) dittatore, la stampa di destra (Il Giornale diretto da Sallusti) e di sinistra (Repubblica di De Benedetti) si è lanciata in un attacco scomposto e volgare contro il Movimento. Paura di una democrazia in cui è il popolo che decide.

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