Appalti 118 e voto di scambio. Pisapia svela il Sistema De Girolamo

Nunzia De GirolamoAppalti del 118 assegnati senza gara alle imprese amiche. Favoritismi per quelle aziende che finanziavano le iniziative Pdl. Composizione pilotata delle commissioni mediche in cambio di voti (reato di voto di scambio). Sono queste alcune delle accuse mosse al Sistema De Girolamo da Felice Pisapia e contenute nel verbale di interrogatorio condotto dal pm di Benevento, Giovanni Tartaglia Polcini, nel gennaio del 2013. Un anno fa. Intanto, proprio l’ex manager della Asl Beneventana è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione.

Il ministro dell’Agricoltura in quota Nuovo Centrodestra almeno per il momento non risulta indagato. Ma l’imbarazzante riunione a casa De Girolamo del luglio 2012 -registrata di nascosto dallo stesso Pisapia e finita in una informativa della Gdf del 12 dicembre scorso-, seguita adesso dalle nuove rivelazioni contenute nel verbale pubblicato integralmente dal Fatto Quotidiano, rischiano di far precipitare la situazione. La De Girolamo è stata costretta a promettere di riferire al Parlamento, ma non è detto che la sua tardiva iniziativa la possa salvare dalle dimissioni che in molti, anche all’interno del governo Letta, ritengono ormai inevitabili.

Le accuse mosse dal “pentito” Pisapia sono talmente gravi che lo stesso Polcini ne rimane stupito. “Si rende conto che lei sta accusando le persone del delitto di voto di scambio o quanto meno abuso di ufficio?”, sbotta il magistrato al termine dell’ennesima sparata di Pisapia che, dopo aver confermato di aver partecipato a più di una riunione del clan guidato da Nunzia, afferma che lì si decideva di “comporre le commissioni mediche in maniera da renderle affini all’orientamento politico del direttore generale chiaramente per fini elettorali, avevano necessità di voti. Si fa proselitismo politico utilizzando la pubblica amministrazione e gli stipendi”.

Naturalmente lui, Pisapia, si descrive come l’unico ad essersi opposto alla “gestione complessiva dell’azienda” Asl e agli affidamenti diretti senza gara che “non sono stati effettuati perché l’ho impedito non fornendo documentazione a chi era stato incaricato di occuparsi di questa cosa”. Quello degli appalti del 118 da assegnare senza gara alle imprese amiche è un altro capitolo del castello accusatorio costruito da Pisapia, uscito con le ossa rotte da quel “direttorio politico-partitico” di cui comunque, secondo l’accusa, faceva parte insieme a Michele Rossi (Dg dell’Asl), Gelsomino Ventucci (dirigente dell’Asl), l’avvocato Giacomo Papa e il giornalista Luigi Barone (uomini della De Girolamo).

In pratica, secondo il racconto di Pisapia, la società Modisan, che gestiva il 118 beneventano insieme alla Sanit, sarebbe stata favorita per aver finanziato un congresso del Pdl, mentre i concorrenti sarebbero stati danneggiati “con il mancato pagamento delle spettanze”. Secondo Papa (attuale vicecapogabinetto della De Girolamo al ministero) per l’assegnazione di un nuovo appalto delle ambulanze bisognava “by-passare la gara”. Pisapia giura di aver sventato la manovra rifiutandosi di “consegnare personalmente i documenti dei capitolati da predisporre all’avvocato Giacomo Papa che avrebbe operato le sue modifiche per poi consegnarle a me per l’Asl”.

Secondo la gola profonda tutti i partecipanti alle riunioni “erano consapevoli” della natura illegale delle deliberazioni prese e, cosa altrettanto inquietante, “partecipavano in qualità di esponenti del Pdl vicini a Nunzia De Girolamo” e lo stesso ministro si rendeva conto di tutto essendo “presente a casa del padre a San Nicola Manfredi”. Il verbale dell’interrogatorio di Pisapia si conclude poi con una serie di date e nomi fornite dal manager accusatore e sotto accusa. Per il momento la procura di Benevento non si è mossa contro Nunzia De Girolamo. Ma la sensazione è che il ministro abbia le ore contate. Pronta la mozione di sfiducia del M5S.

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