L’India rinuncia agli elicotteri di Finmeccanica ma si tiene i Marò

India MaròIl governo indiano ha annullato il contratto da 560 milioni di euro stipulato con AgustaWestland, controllata Finmeccanica, e ha cancellato la prevista fornitura di 12 elicotteri AW101/VIP. Lo ha reso noto il giorno di Capodanno il governo di Nuova Delhi attraverso un comunicato ufficiale. La motivazione del passo indietro degli indiani sarebbero i sospetti su un giro di tangenti intercorso tra alcuni dirigenti del gruppo Finmeccanica e membri delle istituzioni del paese asiatico come l’ex capo dell’aviazione, S.P. Tyagi (arrestato anche l’ex presidente Giuseppe Orsi). L’unica speranza di salvare l’affare sta adesso nell’arbitrato che il governo di Delhi ha concesso ad AgustaWestland.

Intanto, le reazioni politiche all’ennesima figuraccia internazionale dell’italietta sono state feroci. Anche perché tra Roma e Delhi è ancora aperta la ferita dei due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, detenuti nel Kerala per il secondo Capodanno consecutivo perché accusati dell’omicidio di due pescatori. I parlamentari di Scelta Civica, quelli rimasti fedeli a Mario Monti, chiedono le dimissioni del ministro della Difesa, Mario Mauro, considerato peraltro un “traditore” per aver voltato le spalle al Professore insieme a Pierferdinando Casini. La forzista Daniela Santanchè, invece, non si fa sfuggire l’occasione per imputare alla magistratura italiana la responsabilità del pesante danno economico provocato dalla spettacolarizzazione delle inchieste giudiziarie.

Ma procediamo con ordine. Il comunicato reso noto dal governo indiano conferma che Delhi “ha cancellato con effetto immediato l’accordo firmato con AgustaWestland International l’8 febbraio 2010 per la fornitura di 12 elicotteri con la motivazione della trasgressione del Patto precontrattuale di integrità e dell’Accordo stesso con Awil”. Gli indiani, comunque, riferiscono che AgustaWestland “ha a suo tempo spinto per un arbitrato e designato un arbitro per la sua parte (il 20 novembre scorso ndr). Il ministero della Difesa ha nuovamente consultato il Procuratore generale. Nella prospettiva di salvaguardare gli interessi del governo, il ministero della Difesa ha nominato l’ex giudice della Corte Suprema B.P. Jeevan Reddy come arbitro per la sua parte”.

L’arbitrato internazionale lascia dunque aperta la possibilità per il gruppo Finmeccanica di non rinunciare all’investimento previsto e, soprattutto, di non perdere definitivamente la faccia. “Non si tratta di una cancellazione, ma di un’interruzione con ricorso all’arbitrato”, cercano di minimizzare fonti non meglio precisate di Finmeccanica.

“Troppo tardi” è invece il giudizio dei montiani, almeno per quanto riguarda la posizione del ciellino Mauro. “Complimenti! Bravo Mario Mauro… Davvero un bel regalo di inizio anno! – afferma ironico il deputato Gianfranco Librandi – Invece di andare in giro a spender soldi e a far campagna elettorale pro domo sua sarebbe stato meglio si fosse occupato da vicino di questa vicenda che riguarda l’India e l’annullamento della commessa di elicotteri alla AugustaWestland per un danno di 560 milioni di euro alle impresa Finmeccanica. Si tratta di un danno economico e di immagine. Ci faccia lui un regalo vero: si dimetta” Il riferimento al curaro è alla decisione di Mauro di uscire da Sc per fondare i Popolari per l’Italia, un’altra goccia nel mare di sigle centriste.

“Ecco il risultato della spettacolarizzazione delle inchieste quando presunti mostri vengono sbattuti in prima pagina – attacca la Santanchè – poi ci sono ripercussioni di immagine che arrivano a danneggiare il nostro paese anche a livello internazionale. Riformare la giustizia è diventato una emergenza nazionale”. L’intenzione della pitonessa è quella di segnare un punto per Berlusconi contro i giudici, ma l’effetto è quello di difendere il sistema di corruzione e tangenti italiano che ormai ha fatto scuola anche in paesi come l’India. Subcontinente indiano che, tra l’altro, approfitta del suo crescente potere economico per tenere al guinzaglio ex Grandi come l’Italia. Dimostrazione ne è la vicenda dei Marò, forse colpevoli di omicidio, ma che se fossero stati americani e non italiani da tempo sarebbero sfuggiti alle maglie della corrotta giustizia indiana.

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