Il Capodanno di Roma sommersa dai rifiuti. AMA accusata di boicottaggio

maiali BocceaRoma è la Capitale più sporca, disordinata e sudicia d’Europa. Una vera e propria discarica a cielo aperto che, complici gli ultimi scandali mediatici, ha costretto il sindaco Ignazio Marino a prendere provvedimenti contro i vertici dell’AMA, l’azienda municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti, divenuta negli anni un immenso carrozzone clientelare mangiasoldi (7.500 dipendenti, di cui molti scaldano una sedia procurata dal politico amico, invece di ramazzare le strade). La giunta straordinaria convocata dal sindaco ha dato via libera alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione entro il 9 gennaio e ha varato un piano da 4,9 mln di euro, perché adesso la priorità è non ripetere a Capodanno gli errori fatti a Natale.

L’emergenza rifiuti del 24 e 25 dicembre, le immagini dei maiali che grufolano tra la monnezza a Boccea, i video girati dai cittadini che documentano la truffa della raccolta differenziata, le vie di centro e periferia coperte di escrementi, cartacce e bottiglie, sono solo la punta dell’iceberg della scandalosa gestione della raccolta dell’immondizia prodotta dai romani.

Che a Roma la raccolta differenziata fosse a livelli da medioevo lo sanno tutti i cittadini, costretti ogni giorno ad utilizzare cassonetti maleodoranti mentre pagano profumatamente l’AMA con la tassa sui rifiuti tra le più care d’Italia. Ma la giunta guidata da Marino è stata costretta a battere un colpo solo dopo il blocco natalizio della raccolta, quando le immagini di una scrofa che con i suoi maialini pasteggiava allegramente vicino ai cassonetti stracolmi nel quartiere Boccea avevano già fatto il giro del web. Figuraccia internazionale che ha costretto i collaboratori del sindaco ad alzare la voce, paventando persino l’ipotesi di un boicottaggio ordito da alcuni dirigenti AMA contro la giunta Marino.

“In Ama c’è qualcuno che rema contro  –  dichiara l’assessore all’Ambiente Estella Marino (nessuna parentela con Ignazio) –  qualcuno che sa che verrà rimosso perché legato al vecchio management e ha sposato la logica del “tanto peggio tanto meglio”. Il nuovo amministratore delegato che dovrà seguire l’Ama h24 riorganizzerà ruoli e funzioni. E queste persone lo sanno”. Ancora più circostanziata l’accusa di Athos De Luca che fa anche i nomi. “I rifiuti ai cassonetti e altri fenomeni di inefficienza sono responsabilità dei dirigenti che non hanno predisposto il servizio adeguato per le feste  –  afferma il consigliere Pd –  sono ancora tutti dirigenti nominati dal vecchio ad Francesco Panzironi, rinviato a giudizio per Parentopoli”.

Mentre la politica si impicca nel solito gioco dello scaricabarile, la città è ridotta peggio delle strade di Calcutta o delle favelas di Rio de Janeiro. Il 1 ottobre 2013 ha chiuso i battenti dopo 35 anni la discarica di Malagrotta, dopo 40 milioni di tonnellate smaltite dal re della monnezza Manlio Cerroni. Risultato: rifiuti sversati in altre regioni, impianti per la differenziata insufficienti e costi aumentati per l’indifferenziata. Uno scandalo mondiale che è costato due denunce all’AMA, una di Legambiente e l’altra della Cgil Lazio.

Il nuovo sistema di raccolta differenziata annunciato nel giugno 2012 con il Patto per Roma è ancora in alto mare (raccolta porta a porta e dell’umido sono un fiasco). L’amministrazione capitolina, poi, si dimostra incapace di far fronte al fenomeno della “raccolta differenziata di strada” fatta soprattutto dai rom. Iniziativa utile in mancanza delle istituzioni, ma che contribuisce ad aumentare i disagi e la sporcizia. Infine, non va taciuta la responsabilità di cittadini e residenti a cui andrebbe assegnata una medaglia per l’inciviltà dimostrata. Ignoranza, mancanza di informazioni ufficiali, cattive abitudini e un completo sprezzo del rispetto per il prossimo (come nel caso dei marciapiedi sommersi dalle deiezioni canine), contribuiscono a fare di Roma la Capitale europea della sporcizia.

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