V3Day, Grillo rilancia: impeachment per Napolitano e referendum anti-euro

V3DayDomenica 1 dicembre 2013, giorno del V3Day organizzato a Genova dal M5S con la parola d’ordine andiamoOLTRE. Beppe Grillo è riuscito a riempire Piazza della Libertà regalando al Movimento5Stelle una giornata da protagonista sui mass-media, strappati con la forza alle cronache infinite della decadenza di Berlusconi e delle primarie Pd. E Grillo ha provato ad andare oltre, aprendo di fatto la campagna elettorale per le elezioni Europee. Oltre i partiti, accusati di “rubare” il finanziamento pubblico; oltre il presidente Napolitano, per il quale ufficializza la richiesta di impeachment; oltre l’Europa delle banche, con la richiesta di un referendum sull’Euro e la presentazione di un programma in 7 punti per l’Europa.

Beppe Grillo è salito sul palco verso le 14 e 30, parlando per circa 40 minuti, ma finendo per fare anche il mattatore e il presentatore degli altri oratori che si sono alternati sul palco. Tra questi ha spiccato l’assenza di Julian Assange, il cui intervento via web era stato anticipato dai grillini. “Doveva essere qui con noi, inviando un videomessaggio, ma lo hanno sconsigliato – ha detto Grillo – Lui è uno che rischia la pena di morte negli Stati Uniti”. Presenti, invece, Paul Connett, lo scienziato americano fondatore della strategia Rifiuti Zero; alcuni esponenti del movimento Occupy Wall Street; Riccardo Petrella, economista impegnato nella promozione dell’acqua come bene comune; Dario Fo e Gianroberto Casaleggio che si è detto “orgoglioso di essere populista” e ha lanciato uno slogan dal dimenticato sapore marxista-leninista: “Il potere deve tornare al popolo”.

Ma sono state le parole di Grillo, al quale nel giorno del V3Day è scappato solo un mezzo vaff.., ad infiammare le migliaia di attivisti presenti in piazza e a polarizzare l’attenzione dei media. “Siamo populisti arrabbiati” ha esordito l’ex comico genovese che ha attaccato subito Napolitano, accusato di aver inaugurato di fatto una repubblica presidenziale attraverso la sua rielezione al Colle e con l’interventismo sulla formazione e la tenuta del governo Letta. “Non ti vogliamo, abbiamo preparato l’impeachment”, ha urlato Grillo, confermando le intenzioni già espresse più volte sul blog.

 

Il guru dei 5Stelle sente di essere alla guida di un Movimento non più solo di protesta, ma divenuto anche di proposta. Al centro della proposta grillina, appunto, c’è il rapporto con l’Europa e la permanenza dell’Italia nell’area Euro. Grillo ha presentato un programma in 7 punti, due dei quali rappresentano una forte rottura con il passato: abolizione del fiscal compact che ci costringerà a tagliare 50 miliardi all’anno e, soprattutto, referendum sull’Euro. “Facciamolo questo referendum sull’euro – ha incalzato Grillo – I paesi europei che sono fuori dall’euro vanno abbastanza bene e non sono a rischio default”. L’ideale sarebbe agire come il presidente dell’Ecuador Rafael Correa che ha definito “immorale” il debito contratto dal suo paese e si è rifiutato di pagare il Fmi.

Sempre caldo il fronte interno. I partiti della casta, per i quali Grillo prevede “l’estrema unzione”, sono accusati di aver rubato i soldi dei rimborsi elettorali negli ultimi 20 anni. Convinzione cementata dal pronunciamento della Corte dei Conti che, dopo un quinto di secolo, si è accorta del furto legalizzato e ha giudicato “incostituzionale” la pratica dei rimborsi, visto che un referendum del 1993 aveva eliminato il finanziamento pubblico ai partiti. Il M5S ha dato indietro più di 40 milioni di rimborsi e adesso Grillo pretende la restituzione del maltolto ai cittadini e se la prende con “Capitan Findus Letta”. Critiche pesanti anche per la stampa, accusata di difendere lo status quo in cambio dei finanziamenti all’editoria.

Per il resto, Grillo ha ribadito i punti fermi della weltanschauung a 5Stelle. Puntare tutto sulle energie rinnovabili, con l’obiettivo “svedese” di arrivare ad “impatto zero” e “rifiuti zero” entro il 2050. Reddito di cittadinanza da finanziare con i soldi di F-35, missioni militari e abolizione delle province. Internet veloce e gratuito per tutti. Acqua, Sanità e servizi fondamentali devono rimanere o tornare ad essere Pubblici. Chiusura con il botto: “Siamo il primo movimento in Italia e saremo il primo movimento in Europa”.

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