Kerry in Italia: Letta succube degli Usa sul Datagate

Il Segretario di Stato americano John Kerry è sbarcato ieri in Italia proprio nel mezzo della bufera diplomatica e mediatica scatenata dalle nuove rivelazioni del quotidiano francese Le Monde sul Datagate, lo scandalo “intercettazioni” scoppiato grazie alle rivelazioni di Edward Snowden. Obbligato l’incontro al vertice con il premier Enrico Letta che tuttavia, al contrario dei colleghi del governo francese di Hollande, non si è permesso di mettere i bastoni tra le ruote all’amministrazione americana. D’altronde, Kerry è arrivato nel Belpaese non certo per rendere conto al governo italiano delle milioni di comunicazioni private che la Nsa, la National Security Agency, avrebbe intercettato coperta dal Patriot Act firmato da George Bush. Il Segretario di Stato Usa ha, infatti, avuto un faccia a faccia con il presidente israeliano Benjamin Netanyahu per discutere di argomenti ben più incalzanti: il processo di pace tra Israele e Palestina.

Logico che Enrico Letta, reduce da un doppio viaggio negli States -l’ultimo per un vertice ufficiale con Barack Obama che gli ha portato una enorme visibilità internazionale-, non si sarebbe permesso di disturbare il manovratore della politica mondiale per una faccenda di sì poco conto che riguarda l’italietta e il trascurabile argomento delle intercettazioni. Meglio non far arrabbiare il proprio protettore politico offrendo però alla stampa, per salvare almeno la faccia, la versione di comodo della “richiesta di chiarimenti”, magari avvenuta pure a muso duro. La cifra della sottomissione italiana al gigante americano l’ha data l’incontro di Palazzo Chigi, presente anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, raccontato ai media attraverso un freddo comunicato e non con una scomoda ma doverosa conferenza stampa.

 

Letta ha fatto presente a Kerry la “necessità di verificare la veridicità delle indiscrezioni” su una eventuale violazione della privacy degli italiani. Kerry, dal canto suo, ha tagliato corto confermando che l’obiettivo dell’amministrazione Usa è quello di “trovare il giusto equilibrio tra la protezione della sicurezza e la privacy dei nostri cittadini”. Tradotto: gli americani continueranno a fare quello che gli pare. Secondo fonti del governo italiano l’atteggiamento del ministro degli esteri di Obama sarebbe stato “collaborativo”. Non la pensano di certo così i francesi. Il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha definito “inaccettabili” le “pratiche di spionaggio” messe in atto dalla Nsa e ha convocato l’ambasciatore americano, dando credito allo scoop di Le Monde secondo il quale, tra il 2012 e il 2013, sarebbero state intercettate 70 milioni di telefonate su territorio francese.

Non da meno è stata la reazione del Parlamento europeo che ha approvato una risoluzione, dal valore non vincolante, che chiede alla Ue di sospendere l’accordo con gli Usa per il programma anti-terrorismo sul tracciamento delle finanze. Quella che Nicola D’Angelo sul fattoquotidiano.it ha definito “una sistematica e dettagliata attività di spionaggio dei cittadini di molti paesi” che “è stata ed è attuata dalla principale agenzia di intelligence americana, la Nsa”, per il governo italiano, invece, non è altro che un fastidioso ostacolo sulla strada dell’asservimento alla politica statunitense. A questo proposito fanno sorridere, ma ci sarebbe da piangere, le dichiarazioni rilasciate al Copasir da Marco Minniti. Il sottosegretario con delega all’intelligence ha garantito che “mi sento di escludere che i servizi sapessero” dello spionaggio americano. Oltre che cornuti, pure mazziati, visto che i servizi segreti italiani, in passato utili esecutori del rapimento di Abu Omar, questa volta sono divenuti addirittura ospiti in casa propria.

A mettere la ciliegina sulla torta della perduta autorevolezza del governo italiano ci aveva pensato il vicepremier Angelino Alfano poco prima dell’incontro Letta-Kerry. “Noi abbiamo un dovere di chiarezza nei confronti dei cittadini italiani – ha detto Alfano– dobbiamo acquisire tutta la verità e dire tutta la verità senza guardare in faccia a nessuno”. Certo, come no. Intanto Kerry è già in volo verso gli States insieme ai segreti del Datagate.

Annunci
Lascia un commento

2 commenti

  1. Usually I do not read article on blogs, even so I wish to say that this write-up quite forced me to check out and do so! Your writing taste has been amazed me. Thanks, extremely fantastic post.
    discount nfl jerseys http://www.studio-systems.com/img/images/readme.aspx?7

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: