Riforme costituzionali, lite Boldrini-Di Battista (M5S): “Fuori i ladri dal parlamento”

Martedì sera tutti gli occhi dei mass-media erano puntati sul cortile di S. Ivo alla Sapienza, splendida location (direbbero Santanchè e Briatore) proprio a due passi dal Senato, in cui i membri della Giunta per le elezioni di Palazzo Madama avrebbero dovuto decidere sulle sorti parlamentari del condannato Silvio Berlusconi. Nulla di fatto, come da copione, e votazione sulla decadenza del Cavaliere rinviata di qualche settimana, quando ormai anche la Corte di appello di Milano avrà quantificato la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici da comminare al riconosciuto frodatore fiscale. Una gazzarra politico-mediatica che non si è però rivelata così inutile per la casta.

Infatti, mentre i senatori inciucisti distraevano la folla di giornalisti, intanto nell’aula di Montecitorio andava in scena il secondo atto dell’iter che dovrebbe portare all’approvazione del ddl di riforma costituzionale, compresa quella dell’articolo 138, fortemente voluta dal pentapartito di governo e opposizione formato da Pd, Pdl, Scelta Civica, Lega e Fratelli d’Italia. Questa maggioranza super blindata ha portato a casa un testo che istituisce il Comitato dei 40, giuristi e riconosciuti luminari del diritto, che avranno il compito di rivoltare la Carta costituzionale come un calzino e la possibilità di modificarne i titoli I, II, III e V della seconda parte. 397 voti favorevoli, 132 contrari e 5 astenuti per un testo che adesso dovrà passare in seconda lettura in entrambi i rami del parlamento.

L’obiettivo del legislatore inciucista è quello di mettere mano ad una serie di temi, tra cui la giustizia, affidandone lo studio a 42 giuristi di fama nazionale e provvedendo a disinnescare l’articolo 138 della Costituzione che prevede la doppia lettura a distanza di almeno tre mesi di una legge di riforma, proprio al fine di impedire la cannibalizzazione della “Carta più bella del mondo”. Un vero e proprio colpo di mano da parte di una maggioranza nata intorno a Enrico Letta per provvedere alle emergenze, ma trasformatasi subito in un mostro a due teste, Pd e Pdl, pronto a rimanere in sella per tutta la legislatura contando sull’appoggio a giorni alterni di Silvio Berlusconi.

 

Le sole forze politiche ad opporsi a questo scempio costituzionale sono state Sel e il Movimento5Stelle. Ma sono stati soprattutto i pentastellati ad usare le maniere forti per farsi sentire. Ieri pomeriggio a Montecitorio sono state le parole del cittadino Alessandro Di Battista  a tenere alta la tensione e a far infuriare il presidente della Camera Laura Boldrini. Pochi giorni fa, invece, era stato il gesto clamoroso di 12 grillini, tra cui lo stesso Di Battista,  a mobilitare telecamere e coscienze, Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana alcuni parlamentari hanno occupato il tetto di Montecitorio per una notte intera, srotolando un mega striscione su cui era scritto in caratteri cubitali: “La Costituzione è di tutti”. Invece di ottenere la solidarietà delle Istituzioni i 12 bolscevichi saranno sicuramente condannati a risarcire le spese che il Palazzo avrebbe sostenuto a causa della loro bravata.

Ma il M5S non si è fatto intimorire e ieri Di Battista ha deciso di prendere la parola, proprio in concomitanza del voto bulgaro della Camera. “Quanto a lei presidente Boldrini, lei ha tutto il diritto e il dovere di punire noi che abbiamo occupato il tetto della Camera perché evidentemente quando si compiono dei gesti di disobbedienza civile si va incontro alle conseguenzeha detto il grillino in modo serio ma volutamente provocatorioLa invitiamo ad essere dura e a darci una sanzione a 5 Stelle perché evidentemente ce la meritiamo. L’abbiamo fatto coscienti delle conseguenze, non ce ne siamo pentiti, la prossima volta vi occuperemo qualche auto blu e lo rifaremo mille volte”. Parole che hanno provocato prima la reazione violenta dell’aula, documentata dai 5Stelle e subito postata in video sul blog di grillo. Ma Di Battista non si è dato per vinto e ha continuato: “Abbiamo sbagliato, siamo andati contro il regolamento. Però il male dell’Italia, quello vero, oggi è l’ipocrisia. L’ipocrisia. Quando noi sosteniamo che il Pd è uguale al Pdl non è vero. Ci siamo sbagliati. Il Pd è peggio del Pdl perché se il malaffare ha rovinato questo Paese, è l’ipocrisia che ha ucciso la speranza. Puniteci, sanzionateci se ce lo meritiamo, ma prima sbattete fuori dalle Istituzioni i ladri”. Di fronte alla parola “ladri” Laura Boldrini, ex commissario Onu per i rifugiati e sedicente amica dei poveri e degli oppressi, non ci ha visto più e ha reagito con una gaffe che entrerà negli annali. Il Pd come il Pdl? “Non offenda”. E poi giù con minacce di sanzioni e penitenze varie. Esilarante difesa di casta.

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