Governo Letta verso la crisi: la guerra dei videomessaggi tra Berlusconi e Napolitano

Il videomessaggio con cui Silvio Berlusconi ha intenzione di far saltare il banco del governo Letta sarebbe già stato girato, mercoledì pomeriggio, e si troverebbe custodito al sicuro nel cassetto del Cavaliere, in attesa del momento più propizio per spedirlo alle redazioni delle tv per trasmetterlo a reti unificate. A confermare l’indiscrezione giornalistica è stata ieri Daniela Santanchè la quale, punzecchiata sulla reale esistenza del videomessaggio, ha risposto che “è pronto, deciderà Berlusconi [quando diffonderlo e] credo sia assolutamente imminente”. D’altronde, era stato lo stesso Berlusconi a confidare ai suoi fedelissimi l’impossibilità di “stare a Letto con il nemico”.

Il momento più propizio sembra dunque essere solo questione di giorni o, addirittura, di ore, se fosse confermata la tabella ufficiosa che prevede l’ennesima comparsa nel tubo catodico del volto inceronato del Cavaliere durante la serata di domenica, in prime time naturalmente. Denunciare la magistratura politicizzata e comunista, inventare una buona scusa per spiegare la rottura con Letta, lanciare sul piccolo schermo la Nuova Forza Italia con la quale misurarsi in una entusiasmante avventura elettorale. Questi i punti salienti del videomessaggio, studiati nei minimi particolari dagli uomini della comunicazione Mediaset, gli stessi della geniale calza infilata sulla telecamera nel 1994, anno della discesa in campo di Silvio.

 

A conferma della ritrovata vis bellica del leader del fu Pdl ci sono la campagna dei cartelloni elettorali di Forza Italia (iniziata da alcuni giorni e prontamente segnalata da informazioneweb), la probabile convocazione dell’ufficio di presidenza del partito entro sabato e l’ultimatum ai fratelli-coltelli del Pd, rilanciato solo ieri da un big pidiellino, il capogruppo al Senato Renato Schifani. Non bisogna dimenticare che lunedì 9 settembre si riunirà la Giunta per le elezioni di palazzo Madama che avvierà l’iter per la decadenza di Berlusconi dalla carica parlamentare. Per questo il Cavaliere ha deciso di stringere i tempi ordinando ai suoi la controffensiva.

La verità però è che il partito non è per nulla unito, nonostante le dichiarazioni di facciata. Secondo il Corriere della Sera sarebbero stati proprio Brunetta e Schifani –falchi o colombe a seconda degli umori del capo- a frenare la messa in onda del video incriminato, con la scusa che si sarebbe potuto rivelare un boomerang se pubblicato prima della decisione della Giunta e non dopo, quando i berluscones potranno gridare al martirio dell’amato Silvio. Ossigeno per il governo Letta, profuso anche dal ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, che in un tweet ha addirittura negato l’esistenza del videomessaggio: “Leggo su Repubblica che saremmo a registrazioni e filmini. Ovviamente non ci credo. Anche perché, visto il tema, sarebbero di fantascienza”. Disfattismo antiberlusconiano allo stato puro.

L’idea che Berlusconi sia già finito politicamente (errore peraltro già commesso in passato) si sta comunque facendo strada all’interno dei Palazzi del Potere. È ancora l’informatissimo Corriere a tirare in ballo anonime cassandre pidielline: “Napolitano è pronto a fare lui un videomessaggio a reti unificate, per denunciare la responsabilità di chi ha aperto la crisi e dimettersi dal Quirinale, se non riuscisse a formare un altro governo”. Un contro-videomessaggio. Una eventualità infausta e dirompente per i piani di Berlusconi. Il ricatto istituzionale del presidente della Repubblica potrebbe rendere vano ogni tentativo di restituire l’agibilità politica al caro leader. Pdl compatto, oppure un covo di serpi? L’unica ad avere le idee chiare sembra essere solo la Pitonessa Santanchè che ha invocato l’Aventino per i ministri Pdl. Intanto, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, sembra vivere in una bolla d’aria, impegnato al G20 di San Pietroburgo in inutili colloqui e interessate foto ricordo con leader mondiali come Obama, Putin e Cameron. Lui, impassibile,  prolunga la sua agenda fino al 2015, ma il rischio al suo ritorno è di trovare già chiuse le porte di Palazzo Chigi.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: