Miccichè denuncia: campagna acquisti del Pd sui senatori Pdl

Il grido di allarme lanciato da Gianfranco Miccichè su un presunto tentativo di compravendita di senatori del Pdl da parte dei nemici-alleati di governo del Pd, in vista di un probabile Letta-bis, arriva proprio nel giorno in cui Silvio Berlusconi stava cercando di ricompattare il partito, mettendo la museruola alle scaramucce mediatiche tra falchi e colombe, sintomo innegabile di una spaccatura all’interno del movimento azzurro sul tema dell’agibilità politica del Padrone. A sentire l’ex plenipotenziario di Forza Italia in Sicilia -uno degli artefici dello storico 61 a 0 nelle elezioni del 2001 e adesso leader del partito satellite Forza Sud– dalle parti di via del Nazareno si starebbero scoprendo le carte prima che Berlusconi riesca a far saltare il banco, allontanando con il ricorso alle urne la discussione sulla sua decadenza da senatore.

La bomba a mano Miccichè la lancia a metà di un umido pomeriggio di fine agosto: “Da parte del Pd, ma non del premier, è in corso una campagna acquisti nel Pdl per un Letta-bis”. Parole che hanno richiamato subito alla mente una ben più famosa accusa di compravendita; quella avanzata dal “pentito” Sergio De Gregorio -l’ex senatore dipietrista passato armi e bagagli nel Pdl contribuendo a dare la spintarella decisiva alla traballante maggioranza prodiana costituitasi nel 2006- proprio nei confronti di Silvio Berlusconi. De Gregorio, secondo molti divenuto delatore per salvarsi la pelle con il patteggiamento, ha coinvolto il Cavaliere in una brutta storia di corruzione all’interno dei Palazzi romani, condita anche dalla comparsa del maggiordomo Walter Lavitola, dotato persino di capienti borse colme di denaro.

Il processo a carico di Berlusconi e soci sulla presunta corruzione di De Gregorio si terrà in autunno a Napoli, mentre il polverone alzato ieri da Miccichè (per la cronaca, sorprendente difensore da Destra della tesi della legalizzazione delle droghe leggere) viene in parte sgonfiato dallo stesso protagonista della vicenda. “Non si tratta di una compravendita basata sui quattriniha aggiunto l’attuale sottosegretario alla P.A.ma su promesse, come ad esempio un posto da sottosegretario, e che coinvolge quanti temono la crisi perché non vogliono andare a casa e hanno paura di non essere ricandidati”. Nessuna condotta da codice penale, dunque, ma semplicemente “alcune colombe del Pd che parlano con quelle del Pdl condividendo l’idea che una crisi sarebbe assurda”.

 

Corruzione o compravendita, campagna acquisti o calciomercato che sia, fatto sta che il sasso lanciato nello stagno dal navigato politico di Trinacria ha fatto un rumore molto simile a quello di un messaggio cifrato. La spaccatura tra falchi e colombe pidielline non è infatti frutto di fantasie giornalistiche, ma uno specchio fedele della realtà. Miccichè ha voluto di proposito mettere il dito nella piaga del Gesù Cristo di Arcore (copyright di Angelino Alfano) per assicurarsi un posto nel paradiso della rinascente Forza Italia. La rottura tra filogovernativi e SS berlusconiane anticipata domenica scorsa da Daniela Santanchè è stata, infatti, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, costringendo la badante Berlusconi a sgridare i riottosi pargoli.

La voce di Arcore è giunta per mezzo di una dichiarazione ufficiale pubblicata dalle agenzie di stampa. “Si smetta di fornire alibi alle manipolazioniscrive Berlusconi in persona– In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all’interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa”. Il Cavaliere ha paura che le divisioni dei suoi trasformino il day after Letta in un salto nel buio e per questo conclude: “Invito tutti a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori”. Intanto è il senatore Francesco Scoma è il primo a trovare il coraggio di fare outing antiberlusconiano. Segno dei tempi.

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