Manifestazione Pdl: Berlusconi offre una tregua a Letta

Roma, 4 agosto 2013, manifestazione del Popolo della Libertà in via del Plebiscito, sotto le finestre di Palazzo Grazioli. Il padrone di casa, Silvio Berlusconi, è da pochi giorni diventato un condannato in via definitiva per frode fiscale e la solidarietà dei supporters è tutta per lui. Alle 6 della sera non ci saranno forse stati i “40 gradi all’ombra” annunciati da un palco improvvisato dal leader Pdl, ma il clima è sicuramente torrido, la città è deserta, solcata solo da frotte di turisti accaldati, e la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali ha eliminato i rumori molesti del traffico, facilitando la propagazione nell’etere delle note di “Forza Italia”, “Meno male che Silvio c’è” e “Azzurra libertà”, le top hits Pdl sparate a tutto volume dagli altoparlanti piazzati su un lato di piazza Venezia.

I partecipanti sono poche migliaia (25mila secondo gli organizzatori), stipati come sardine nell’imbuto di via del Plebiscito durante i 9 minuti del discorso improvvisato da un Berlusconi rientrato apposta per l’occasione da Milano. Poi, finita l’arringa difensiva, la tana libera tutti, propiziata da un’afa amplificata dall’affollamento. Daniela Santanchè aveva promesso almeno 500 pullman da tutta Italia ma, ad occhio e croce (di cronista), i presenti non sono più di 5mila, giornalisti e cameraman esclusi, e l’accento che va per la maggiore è quello, sempre simpatico e gioviale, della Campania. L’aria da scampagnata, e non da chiusura nel bunker del Capo, viene poi confermata da un berlusconiano avvolto nella bandiera di Forza Italia che, a precisa domanda, “ma avete intenzione di andare a manifestare davanti al Quirinale?”, risponde un po’ stupito e con gli occhi sgranati: “Ehh? No, no, è che lì in mezzo fa caldo!”.

Il popolo di Silvio, nonostante i numeri così risicati e la polemica con il comune guidato da Ignazio Marino, è comunque fedele e riesce persino ad emozionarsi quando il vecchio leader ringrazia i presenti e dichiara solennemente: “Voglio farvi una promessa: io sono qui, io resto qui, io non mollo”. L’ovazione che segue sembra per un attimo scacciare via le nubi che si addensano sul fondatore e dominus del centrodestra. La cacciata dal Senato, la scelta tra domiciliari e servizi sociali (con il rischio di fare la fine di Calisto Tanzi, finito dietro le sbarre a 73 anni suonati) e l’uscita di scena dall’agone politico. Ma Berlusconi non è in sella da 20 in politica per caso e -oltre a usare gli attesi toni strappalacrime da vittima quando dice “io sono innocente. Negli anni che ancora mi restano continuerò a combattere la nostra battaglia per la democrazia e la libertà”-, sa bene che non è ancora arrivato il momento di staccare la spina al governo Letta per lanciarsi nell’ennesima avventura elettorale.

Ecco dunque la mano tesa a Letta Nipote: “Il Parlamento deve andare avanti per approvare i provvedimenti varati dal Governo”. Un’affermazione dal tono velatamente ricattatorio che molti commentatori hanno letto invece come l’offerta di una tregua, quantomeno estiva, per riorganizzare le truppe stordite dalla canicola. La sensazione che il Cavaliere sia ormai sul sentiero di guerra viene infatti confermata dall’attacco frontale riservato agli odiati giudici. “La magistratura ha tentato di buttarmi fuori per 20 anni dalla politica, ora hanno raggiunto il loro traguardoha detto Berlusconici sono alcuni aderenti che sono segreti perché non dicono a quale associazione appartengono e sono convinti di dover usare il loro temuto potere per toglierlo ai cittadini per aiutare il popolo ad avere la democrazia che, secondo loro, c’è solo se c’è la sinistra al governo”.

Dichiarazioni bellicose che fanno il paio con l’invocazione di “un clima da guerra civile” fatta poche ore prima dal cantore azzurro, Sandro Bondi, non proprio la persona adatta da immaginare mentre offre il petto sulle barricate delle Cinque Giornate di Milano Due. Nonostante il Palazzo d’Inverno stia bruciando, Enrico Letta è rimasto irremovibile ed è riuscito persino a trovare degli aspetti positivi nell’intervento pacato rispetto al solito, ma sempre al limite dell’eversione anti-giudici, pronunciato dall’alleato Berlusconi. “Avremo modo di verificare i fatti concreti nei prossimi giorniha dichiarato il premierQuella che si apre è una settimana cruciale”.

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