Caso Kazakistan: un favore di Alfano all’amico di Berlusconi

Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha definito “una figura miserabile” quella fatta dal governo italiano nella vicenda dell’espulsione dal nostro paese di Alma e Alua Shalabayeva, rispettivamente moglie e figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, il miliardario originario del Kazakistan divenuto uno dei principali oppositori del presidente Nursultan Nazarbayev, considerato un “dittatore” dalla diplomazia internazionale, ma casualmente uno dei migliori amici di Silvio Berlusconi. Le opposizioni parlamentari, M5S in testa, chiedono invece al governo Letta di riferire in parlamento.

Richiesta di chiarimenti che lo stesso Letta pretende dal ministro dell’Interno Angelino Alfano –responsabile del blitz della Digos che nella notte tra il 29 e il 30 maggio ha portato all’arresto delle due donne a Casal Palocco-, seguito a ruota da quelli del Pd, partito di lotta e di governo. Scrivono in una interrogazione i parlamentari Democratici Emanuele Fiano, Enzo Amendola, Andrea Manciulli e Pina Picierno: “Non è chiaro perché, secondo quanto riportato da notizie a mezzo stampa, il ministero degli Affari Esteri non sia stato prontamente avvertito e coinvolto, visto che non si trattava di una semplice operazione di contrasto all’immigrazione illegale –scrivono i tre che poi concludono- I fatti appaiono di una gravità inaudita perché la legge impedisce l’espulsione o il respingimento verso uno stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione, considerando che Mukhtar Ablyazov è uno dei principali oppositori al leader kazaco Nazarbayev”.

 

La vicenda in questione è talmente ingarbugliata da aver assunto le sembianze di un giallo diplomatico. È l’alba del 30 maggio scorso quando una cinquantina di agenti della Digos armati fino ai denti circondano una villetta del quartiere residenziale romano. All’interno, non un pericoloso latitante o un gruppo di fuoco delle Br, ma delle donne inermi e, soprattutto, innocenti. I nerboruti agenti, evidentemente già imbeccati dall’alto, chiedono di controllare i loro passaporti e, dopo una fugace scorsa ai documenti, ne stabiliscono la falsità, reato che comporta il trasferimento al Cie di Ponte Galeria e l’avvio della procedura di espulsione. Rimpatrio in Kazakistan che avviene in tempo di record: la mattina del 31 maggio le due sfortunate donne si ritrovano su un jet appartenente alla compagnia aerea austriaca Avcon che decolla dall’aereoporto di Ciampino con destinazione Astana.

Dopo il falso blitz di Palocco è sulla pista dello scalo romano che si consuma il secondo giallo. Interrogato dalle autorità italiane, infatti, il pilota dell’Avcon dichiara che l’aereo è stato pagato dall’ambasciata kazaka in Italia ed è stato messo in preallerta già alle 11.00 di quella mattina, in anticipo di pochi minuti rispetto alla decisione del giudice di Pace del Cie di Ponte Galeria di convalidare l’arresto della signora Ablyazov. Coincidenza più che sospetta. Ad alimentare i dubbi su un vero e proprio putsch da servizi segreti è la circostanza che agli atti della procura di Vienna, ma non di quella di Roma, risulta una nota che dichiara la signora Alma Salabayeva in possesso di due passaporti validi rilasciati in Kazakistan (N° 0816235 e N°5347890). Ma non solo; in questi casi prassi vuole che le forze dell’ordine decidano per l’arresto in flagranza di reato (con tutte le garanzie del caso che vietano il rimpatrio).

Fatto sta che le solerti “barbe finte” italiane questa volta hanno preso e impacchettato le due donne nel giro di poche ore in spregio della elefantiaca burocrazia italica. Arrivati a questo punto, il sospetto che è venuto anche ai sassi –se è vero come è vero che anche quel bradipo di Letta si è mosso contro Alfano- è che il ministro dell’Interno senza quid abbia semplicemente eseguito gli ordini del principale, Silvio Berlusconi, desideroso di accontentare l’amico Nursultan. Dice ancora un’infuriata Emma Bonino: “Questo non era un caso di immigrazione clandestina, è un caso che danneggerà il governo italiano, faremo una figura miserabile, quella di chi si è venduto due possibili ostaggi a un governo straniero”. Conclusione che, se confermata, spedirebbe l’Italia al livello delle peggiori dittature alla Assad o alla Putin, tanto per intenderci.

Oltre al reato penale, sul governo Letta si addensano anche le nubi dell’onta diplomatica con protagonista Alfano. Scrive infatti su Repubblica una fonte del ministero degli Esteri: “Alfano potrebbe non essere neppure stato informato della gravità e delicatezza del provvedimento, il che per lui e il governo sarebbe gravissimo: sarebbe stato aggirato dal suo apparato, mentre agenti del Kazakistan sarebbero riusciti a raggiungere i livelli medio-alti del nostro sistema di sicurezza per chiedere un’espulsione che nei modi e nel merito è gravissima”. Vergogna in mondovisione.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: