G8: Berlusconi rovina la luna di miele a Letta e Obama

Fonti molto vicine al presidente del Consiglio Enrico Letta riferiscono che il premier non abbia preso per niente bene l’ennesima sparata dell’alleato Silvio Berlusconi sulla necessità per l’Italia di sforare il tetto del 3% tra deficit e Pil imposto dai burocrati di Bruxelles. Uno scatto di nervi nascosto da una pacata nota ufficiale in cui Letta rassicura i partner europei sul fatto che “rispetteremo gli impegni di bilancio, la nostra posizione resta la stessa”.

Eppure il G8 di Lough Erne in Irlanda del Nord, chez il padrone di casa David Cameron, si era aperto sotto i migliori auspici per i Grandi della terra con europei e americani ben avviati sulla strada di un accordo sull’apertura di un mercato di libero scambio sulle due sponde dell’Atlantico. Quell’ambizioso di Letta junior era perfino riuscito a coronare il sogno di sedere allo stesso tavolo col gotha del potere mondiale, da Cameron ad Hollande, passando per Putin per arrivare a Barack Obama. Ed è stato proprio il presidente a stelle e strisce, riferendosi al mantra lettiano del lavoro ai giovani, ad offrire al nostro premier un assist al bacio, di fronte alla porta avversaria e, per giunta, senza portiere.

 

“Il presidente ha potuto esprimere il suo appoggio al programma economico del presidente del consiglio Letta e la sua enfasi sulla crescita”, ha affermato il vice capo della sicurezza Usa Ben Rhodes. Ma non solo. Il presidente Obama si è spinto anche più in là in nome della crescita economica e del rilancio dell’occupazione, invitando ufficialmente Enrico Letta ad un incontro bilaterale alla Casa Bianca nel prossimo autuno. Quando si dice un raccomandato di lusso. E infatti Letta non si era fatto trovare impreparato e si era portato già all’altezza del dischetto del calcio di rigore per spingere comodamente la palla in rete quando, con un entrata a gamba tesa da terga, è arrivato a soffiargli il pallone quello che dovrebbe essere il suo compagno di squadra: il Caimano Berlusconi.

Comprensibile il disappunto e la rabbia lettiane di fronte ad un inaspettato colpo di teatro con cui il Cavaliere si è voluto riprendere la scena. “L’Italia sfori i patti tanto non ci cacciano –ha detto Berlusconi imitando il “che fai mi cacci” di finiana memoria per poi aggiungere-  basta sbattere i tacchi, bisogna che qualcuno nel Governo abbia il coraggio e l’autorevolezza di andare a Bruxelles e dire a quei signori che noi siamo in queste condizioni perché ci avete cacciato voi, con la vostra dannata politica dell’austerità”. Sembra che durante il crescendo rossiniano del Cavaliere, culminato con uno scioccante “dobbiamo rimettere a posto le cose e, da qui in avanti, il limite del 3% all’anno e il fiscal compact ve li potete dimenticare”, Letta si sia sentito soffocare da quell’abbigliamento da giovane vecchio (pantaloni marroni e camici blu da finto casual) che invece è convinto gli doni molto.

Mentre la luna di miele tra Letta e Obama veniva mandata a rotoli da Berlusconi, qui da noi, in Italia, i falchi forzisti come Brunetta si spendevano per spiegare che il governo seguirà la strada indicata dal Pdl su Equitalia, Iva, Imu e Lavoro altrimenti cadrà. Ipotesi per il momento lontana visto che i detrattori leggono la boutade antieuropea di Silvio solo come un espediente per allontanare l’attenzione dai suoi processi la cui prima puntata (della nuova serie) è prevista per mercoledì 17 quando la Consulta deciderà sul legittimo impedimento di B. al processo Mediaset.

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