Caso Gambaro: il Movimento5Stelle processa Beppe Grillo

A poche ore dal tonfo elettorale in Sicilia, nel M5S tiene ancora banco la furiosa polemica che sta investendo in pieno il guru del Movimento Beppe Grillo. L’ultima bordata al vascello grillino che già imbarcava acqua dalla stiva l’ha sparata la senatrice a 5Stelle Adele Gambaro. La semisconosciuta “cittadina” è divenuta una star nel giro di qualche minuto dopo che le tv di tutta Italia hanno rilanciato a reti unificate la breve intervista rilasciata a Sky.“Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento5Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema”. Chi l’avrebbe mai detto che Grillo fosse costretto a controbattere in questo modo, minacciando di lasciare il Movimento, alle sempre più frequenti accuse mediatiche che si stanno trasformando in un processo kafkiano?

Ma cosa ha detto la Gambaro? Partiamo dalla fine. “Quindi secondo lei in questo momento il problema del movimento è per certi versi Beppe Grillo?”, domanda un allampanato giornalista della tv di Rupert Murdoch alla Gambaro che senza pensarci due volte risponde: “Direi di sì perché noi il lavoro lo stiamo facendo, lavoriamo tantissimo e anche questo non viene percepito all’esterno”. Incredibile (o inaccettabile, come dicono i politici) se non fosse stato tutto registrato dalle telecamere. A sentire la senatrice sembra già dimenticato che il M5S è divenuto il primo partito d’Italia solo ed esclusivamente grazie alla figura e all’impegno di Beppe Grillo che è riuscito a dare pubblicità al pensiero, al disagio e al disgusto di milioni di cittadini che altrimenti sarebbero rimasti a casa.

Senza la presenza di un personaggio carismatico come lui sarebbe stato il nulla. Dimostrazione ne è la scorpacciata di poltrone che la casta ha comunque messo in atto, fregandosene del trionfo grillino e dello scontento popolare che ha portato l’astensione elettorale a livelli record, quasi alla soglia di una rivolta armata. Ma tutto questo per l’arrogante Gambaro non conta: “Due comuni conquistati non sono un successo, ma una debacle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse. Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più”.

 

Parole di fuoco che hanno ovviamente dato il là alla reazione del popolo del web grillino, ma anche dello stesso Beppe Grillo. Risultato: migliaia e migliaia di post che chiedono la testa della senatrice e un altro, questa volta di Grillo in persona, dal titolo emblematico di Quando uno vale niente, in cui il tribuno genovese si difende attaccando dalle accuse e chiude nell’unico modo possibile, chiedendo la testa della Gambaro: “La Senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal M5S”.

Diceva il recentemente defunto Giulio Andreotti che “a pensare male si fa peccato, ma ci si indovina quasi sempre”. Una massima valida a maggior ragione nel caso Gambaro perché, a riguardare con attenzione il video dell’intervista che Informazioneweb ripropone, le risposte della senatrice sembrano quasi preparate in anticipo e recitate con un sapiente tocco di antipatico livore anti-grillino. Il dubbio che è venuto agli internauti è che Adele Gambaro si sia già venduta al miglior offerente, convinta di potersi portare a casa stipendi, diarie, una riconferma in parlamento e, magari, la pensione a vita. Stesso percorso del quale sono stati accusati altri due “cittadini, Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, anche loro corrotti dall’atmosfera che si respira nel porto delle nebbie dei Palazzi romani.

Naturalmente è tutta la stampa di Regime ad andare a nozze con la presunta crisi di Grillo. La solita Repubblica già si presenta con una intervista esclusiva alla Gambaro, mentre gli altri media non abbandonano i toni duri nei confronti del Movimento. Intanto il M5S riparte dal falco Nicola Morra come nuovo portavoce al Senato al posto di Vito Crimi, consapevole di doversi lasciare alle spalle gli errori, di comunicazione e politici, compiuti in questi mesi.

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