La prima volta in tv di Luigi Bisignani

Perché Luigi Bisignani -definito alternativamente faccendiere, federatore o pontiere tra poteri occulti della Prima e Seconda Repubblica- ha deciso di mostrare il suo volto in televisione per la prima volta nella sua vita? È accaduto mercoledì sera su La7 dove Bisignani si è prestato a rispondere alle domande del giornalista Gianluigi Nuzzi, già al centro delle cronache per il libro sui Vatileaks. Il perché del suo auto-smascheramento è lo stesso Bisignani a spiegarlo di fronte alle telecamere: “È cambiato il mondo”. Incalzato da Nuzzi che lo invitava a chiarire meglio questo concetto, il Grande Faccendiere non si è fatto pregare ed ha risposto secco: “È morto Giulio Andreotti”.

A sentire il Bisi la morte del Divo Giulio, avvenuta pochi giorni fa alla tenera età di 94 anni, rappresenterebbe uno spartiacque della vita repubblicana, ma anche di quella dello stesso Bisignani, nato nel 1953 e cresciuto sin dalla tenera età a pane e andreottismo. “Io non sono democristiano, sono andreottiano –ha precisato il faccendiere visibilmente sudato-, sempre pronto ad ascoltare le ragioni di tutti senza essere rancoroso e vendicativo”. Una rivendicazione piena della prossimità fisica ed intellettuale con il defunto Senatore che lascerebbe intendere che Bisignani si consideri l’erede di Andreotti e che sia lui ad aver preso in consegna il suo misterioso e temuto archivio segreto, intramontabile arma di ricatto nei confronti degli avversari politici.

Trame occulte e messaggi trasversali dunque? La spiegazione della comparsa nel tubo catodico del fantasma Bisignani potrebbe trovare però un’altra risposta logica e anche molto più terrena. Proprio oggi, infatti, è prevista l’uscita nelle librerie della fatica editoriale di Bisignani. Si intitola L’uomo che sussurra ai potenti ed è un libro intervista nel quale il protagonista si rivela al giornalista Paolo Madron. Quale modo migliore per pubblicizzare un libro se non quello di andare in tv rompendo gli schemi consolidati di silenzio e riservatezza? E, infatti, da ieri i quotidiani non fanno che rilanciare la sfida del Bisi. Sarebbe però riduttivo limitare ad una esclusiva operazione di marketing le frasi sibilline che Bisignani non si è astenuto dal pronunciare.

Alcuni osservatori fanno notare che l’uscita allo scoperto del gatto selvatico della Prima Repubblica -accusato di ambigue frequentazioni nella P2 di Licio Gelli e condannato a 2 anni e 6 mesi per la madre di tutte le tangenti, quella Enimont– non possa significare altro che la dissoluzione del sistema di coperture e di amicizie che ha permesso a Bisignani di condizionare nomine e mettere bocca in ogni campo dello scibile repubblicano per decenni. Ma gli episodi giudiziari accaduti negli ultimi anni sembrano dimostrare il contrario, come nel caso delle intercettazioni sulla P4 del 2011, quando le ministre berlusconiane in carica Prestigiacomo e Gelmini vengono pizzicate a chiedere consiglio al loro nume tutelare come se fossero due scolarette.

Stesso discorso per l’inchiesta sulla P3 del 2010. Dati eloquenti che lasciano sospettare che il potere ricattatorio del gruppo Bisignani sia ancora intatto. Il quotidiano Repubblica lo accusa addirittura di far parte di un quadrumvirato che ha deciso i destini dell’Italia negli ultimi anni: Berlusconi-Letta-Geronzi-Bisignani. Ma Bisignani non sembra dare peso alle illazioni, per lo meno in tv, e ribatte anzi a modo suo, con i dossier. La prima anticipazione della sua fatica editoriale ha infatti già messo in subbuglio il Pdl. Sono i siciliani Angelino Alfano e Renato Schifani ad essere accusati di lesa maestà nei confronti di Berlusconi: “Più che di tradimento vero e proprio parlerei di piccoli uomini creati da Berlusconi dal nulla e improvvisamente convinti di essere diventati superuomini”. Un breve passaggio che non smentisce la cifra stilistica e il modus operandi di Bisignani. Ma colpi bassi (o avvertimenti) sono riservati a D’Alema, alla famiglia Letta, a Grillo, De Bortoli, Scalfari e molti altri. Alla fine del racconto solo una domanda rimane inevasa: chi è veramente Luigi Bisignani?

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