Tre omicidi in 24 ore. Roma come ai tempi della Banda della Magliana

Tor Sapienza, Focene e Anzio. Questi i tre luoghi teatro della nuova catena di omicidi che sta insanguinando Roma proprio a ridosso delle elezioni comunali. Tre morti e un ferito grave, questo il tragico bilancio di un normale martedì capitolino. Tutti freddati da colpi di pistola alla testa come nella macabra tradizione dei regolamenti di conti tra malavitosi. Il primo delitto è avvenuto nel quartiere situato nel quadrante Est della città dove un uomo, Claudio D’Andria, un pensionato di 62 anni, è stato freddato con un solo colpo alla testa di un calibro 7.65 (come quello della Beretta).

D’Andria era stato indagato in passato per spaccio di stupefacenti, risultava incensurato, ma è lì che gli inquirenti cercano il movente di quella che è apparsa subito come un’esecuzione. Esecuzione che è stata riservata nel pomeriggio anche alla seconda vittima della giornata. Si chiamava Pietro Rasseni, 40 anni, abitava con la moglie e il figlio di 10 anni in una casetta di Focene, vicino Fiumicino, ed è stato lui stesso ad aprire la porta di casa al killer che non ha esitato a piantargli una palla in mezzo agli occhi. Rasseni aveva sì qualche piccolo precedente penale, ma nulla che potesse giustificare una così feroce vendetta di mala.

Il più “mafioso” degli agguati avvenuti ieri è stato però quello di Anzio, la ricca cittadina del litorale a pochi chilometri a sud della Capitale da anni infiltrata dalle mafie. Qui sono stati due ventenni, Daniele Righini e Massimiliano Cencioni a pagare probabilmente uno sgarro legato allo spaccio di droga. Due uomini in moto si sono avvicinati alla loro Peugeot e hanno aperto il fuoco, freddando sul colpo Righini e lasciando in prognosi riservata Cencioni. In tutti e tre i casi gli assassini sembrano essersi volatilizzati, le forze nell’ordine “brancolano nel buio” e i soliti quotidiani non hanno perso tempo a ritirare fuori dai cassetti l’usurato paragone con i bei tempi andati della Banda della Magliana. Un amarcord Nero buono magari per l’intreccio di un romanzo, ma la versione di un ritorno in auge della malavita organizzata nella Capitale non convince.

 

Non convince innanzitutto perché è opinione diffusa che la suddetta malavita non abbia mai abbandonato la piazza romana, nemmeno alla fine degli anni ’80 quando venne sgominata ufficialmente la Banda della Magliana. Tutto sembrava finito in via del Pellegrino nel 1990 quando, in pieno centro, Enrico De Pedis detto “Renatino” (il Dandy di Romanzo Criminale), boss storico della Banda passò a miglior vita grazie al piombo di due suoi ex compagni. La sua sepoltura nella Basilica di Sant’Apollinare e gli annessi sospetti sul rapimento di Emanuela Orlandi sono a tutt’oggi fatti di cronaca su cui la magistratura indaga. Ecco perché resta forte il dubbio che la Banda della Magliana non si sia mai sciolta definitivamente.

A dimostrarlo c’è la puntata di Report di Milena Gabanelli che ha addirittura avanzato il sospetto che Massimo Carminati (il Nero), l’estremista di destra vecchio frequentatore della Banda che gira ancora indisturbato per Roma sulla sua moto e senza cellulare, possa essere uno dei terminali della Nuova Magliana. Ipotesi giornalistica e investigativa suffragata però da un fiume di sangue, una pioggia di pallottole e una montagna di cocaina che stanno inondando Roma negli ultimi anni. Forse non tutti hanno la memoria così lunga per ricordare che appena due anni fa l’omicidio del gioielliere Flavio Simmi (figlio di un noto abitué della Magliana), in pieno giorno nel ricco quartiere Prati, segnò l’inizio di una catena di omicidi che non ha avuto soluzione di continuità fino, appunto, al triplice agguato di ieri. Decine e decine di morti ammazzati, come e più che negli anni’70 ai tempi di Giuseppucci “er Negro”, Abbatino o Abbruciati. Una commistione tra criminalità romana, mafia, camorra e ‘ndrangheta che non ha nulla da invidiare al meglio della storia noir italiana.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: