Letta sospende l’Imu ma resta ostaggio di Berlusconi

La rata di giugno dell’Imu non si pagherà. Lo ha confermato il presidente del Consiglio in persona, Enrico Letta, comunicando che la sospensione dell’odiata tassa verrà fatta per decreto dal governo. “Il crollo dell’edilizia ha buttato giù l’economia, anche per la botta che la tassa sulla casa ha portato –ha detto Letta, ospite del salotto chic di Fabio Fazio– L’imposta andrà superata. Intanto interverremo per sospendere la rata di giugno con un decreto”. Una vittoria di Berlusconi dunque? A sentire il premier le rivendicazioni anti-Imu non sarebbero solo farina del sacco del Cavaliere: “L’Imu non è un progetto di Berlusconi, il suo superamento faceva parte dei programmi di tutti e tre i partiti politici che sostengono il governo. Anche il Pd aveva il superamento come uno dei piani essenziali”.

La sensazione diffusa, però, è che Letta il Giovane sia stato costretto ad inseguire le sortite dei berlusconiani per non finire schiacciato dall’impopolarità di una tassa che, a studiarla bene, non risulta tanto più ingiusta di molte altre. Sacrosanto che le fasce più povere non debbano scucire un solo euro per l’unica casa in cui abitano, magari in affitto o pagando un mutuo salato. Ma togliere l’Imu in maniera orizzontale, cioè a tutti, anche ai grandi proprietari, tagliando miliardi di risorse destinate ai Comuni, sembra l’ennesima operazione di macelleria sociale. Ma Berlusconi continua a tirare diritto, circondato dalla latente Imufobia dei suoi uomini come Brunetta e Cicchitto.

 

Solo ieri mattina, infatti, con sospetta consecutio temporum, il Cavaliere ospite del Tg4 aveva ribadito la sua posizione estrema: “La tassa sulla casa è un danno per l’economia. Giusta l’ipotesi della sospensione a giugno, ma o la si elimina o il governo non avrà la nostra fiducia”. La sensazione diffusa è che Berlusconi stia portando avanti il suo ricatto politico al governo Letta. Anche dalle parti della destra, infatti, si pensa che la tassa sulla casa vada rimodulata in senso più equo piuttosto che eliminata, costringendo comunque lo Stato a tagliare su altri servizi come sanità ed istruzione. Ma la spada di Damocle dell’Imu serve a tenere Letta sulla corda, ad esempio sulla questione della Convenzione Costituzionale, la cosiddetta Bicamerale 2 che dovrebbe portare ad una revisione bipartisan della Carta.

Berlusconi rivendica per sé lo scranno più alto della costituenda Bicamerale, per ergersi a nuovo padre della patria e mettere così fine, dice lui, “ad una ventennale guerra fredda” con la Sinistra. Il sogno del Cavaliere sarebbe quello di modificare la Costituzione in senso presidenziale per chiudere la carriera in bellezza da capo dello Stato con tanto di poteri esecutivi. Anche su questo argomento il fondatore del Pdl tiene ben affilata l’arma del ricatto. La minaccia è quella di non dare il proprio assenso per modificare il tanto vituperato Porcellum finché non verranno date garanzie di modifica in senso presidenziale della Costituzione. È così che tra i nuovi Padri Costituenti potrebbe finire proprio l’eccentrico inventore della legge elettorale Porcellum, Roberto Calderoli, accompagnato da una collezione di mummie da Prima Repubblica che, oltre a Berlusconi, può fregiarsi della presenza degli immortali Giuliano Amato e Luciano Violante. Inciucio senza fine.

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