Il M5S presenta mozione per il ritiro dall’Afghanistan

Il Movimento5Stelle ha deciso di presentare in parlamento nei prossimi giorni, forse già venerdì, una mozione per il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan. A consegnare l’indiscrezione alla stampa è stato il deputato grillino Alessandro Di Battista che farà probabilmente parte della commissione Esteri della Camera. La decisione di portare via i soldati italiani dallo scenario di guerra afghano è solo una conferma di quanto più volte dichiarato dal Movimento in merito alla questione afghana e fa il paio con un’altra mozione, quella contro l’acquisto dei costosi ed insicuri caccia F-35, anch’essa in via di definizione.

I due provvedimenti, oltre ad andare nel senso di una mentalità antimilitarista propagandata dal Movimento, seguono la strada del taglio agli sprechi di soldi pubblici per dirottarli verso un utilizzo che vada incontro ai bisogni primari dei cittadini schiacciati dalla crisi economica (reddito di cittadinanza). Una vera iattura per i vertici delle Forze Armate, ridotte già ai minimi termini dai tagli alla Difesa compiuti negli ultimi anni e, in questi mesi, costrette a subire l’onta della dilettantesca gestione del caso Marò da parte del governo Monti. Ora che ci si mettono anche i grillini il futuro dell’esercito italiano appare più che mai appeso a un filo.

Per il momento, comunque, nessuno dei vecchi politici si è azzardato a prendere posizione sulla vicenda e, anzi, le polemiche anti-Grillo continuano in tutt’altra direzione. A tenere banco sono le trattative sulla formazione delle commissioni parlamentari, non insediabili fino alla formazione di un nuovo governo secondo Pd, Pdl e Scelta civica, e da far partire il più presto possibile, invece, a detta dell’inedito asse M5S-Sel. Così dipinge la situazione su facebook il vicecapogruppo grillino a Montecitorio Riccardo Nuti: “Siamo in conferenza dei capigruppo, si parla della partenza delle commissioni permanenti Sel e M5S ribadiscono l’urgenza di farle partire. Il Parlamento deve iniziare a lavorare e ci sono anche dei precedenti. Si oppongono Pdl, Scelta Civica e Pd”.

 

La convinzione dei 5stelle è sempre la stessa, ribadita più volte anche da Grillo in persona: il parlamento può lavorare anche senza governo. Peccato che non si siano dimostrati dello stesso avviso i membri della casta, impegnati in uno squallido gioco di scambio di poltrone ed incarichi e bloccati sulla linea del Piave tra governissimo e nuove elezioni. Le attenzioni della stampa di Regime, come ad esempio Repubblica, si sono infatti concentrate sulle ultime dichiarazioni di Grillo, rilasciate in un ennesimo post sul suo blog:

“Perchè hai votato il MoVimento 5 Stelle? Per fare un governo con i vecchi partiti? Per votare in Parlamento i meno peggio? Per discutere con il pdmenoelle di programma quando quello del M5S è il suo esatto contrario? Per spartire poltrone e posti di comando a partire dalle presidenze di Camera e Senato? Se hai votato per il M5S per uno di questi motivi, allora hai sbagliato. Mi dispiace. La prossima volta vota per un partito”. Una dimostrazione di coerenza che i giornalisti hanno stravolto nel senso di un attacco ai propri elettori, così come la protesta di un passante all’indirizzo di due grillini (“fatelo questo governo”) è stata trasformata in una questione di Stato.

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