Ignazio Marino propone la depenalizzazione delle droghe leggere

È entrata subito nel vivo la corsa delle primarie del Pd che vedrà il vincitore concorrere per la carica di sindaco di Roma nella tornata elettorale di maggio. A sfidare il ricandidato sindaco uscente Gianni Alemanno sarà il nome che uscirà dalla rosa che comprende David Sassoli -ex giornalista Rai, parlamentare europeo dal 2009 e appoggiato da Franceschini e D’Alema-, Ignazio Marino –senatore già candidato alle primarie nazionali del 2008, appoggiato dal romanissimo Goffredo Bettini ma anche da Sel- e Paolo Gentiloni –ex Margherita e ministro delle Comunicazioni nel governo Prodi 2, dato come renziano-.

Le candidature Pd non finiscono qui perché ai tre big vanno aggiunti i nomi di Patrizia Prestipino, Gemma Azuni e del giovane Mattia Di Tommaso. La corsa verso la vittoria delle primarie è comunque ristretta ai primi tre, anzi, ai primi due, Sassoli e Marino, dati dai bookmakers come favoriti. La bomba a mano che ha dato il via alle ostilità primarie l’ha lanciata il medico Ignazio Marino durante una visita compiuta ieri all’ospedale San Camillo: “Io ho simpatia per i giovani e credo che anche loro ne abbiano per me, perché in passato ho affermato (e lo penso ancora) che bisognerebbe depenalizzare le droghe leggere per eliminare la criminalità a Roma che, in questa città, ruota attorno ad esse”.

Una dichiarazione alla Marco Pannella su un argomento assente da tempo dall’agenda della politica perché considerato ancora un tabù. Un rischio, quello preso da Marino nel voler prendere di petto il problema della tossicodipendenza nella Capitale, perché il mercato della droga è più fiorente che mai e l’ipotesi antiproibizionista è stata da sempre lasciata ai margini dalle figure istituzionali (politica, forze dell’ordine, comunità di recupero come San Patrignano) che si occupano del problema droga. Fatto sta che il medico Marino risulta da sempre impegnato nell’approfondire la tematica della riduzione del danno (vedi il lavoro svolto dai volontari dell’unità di strada Villa Maraini a Tor Bella Monaca) e, soprattutto, quella della depenalizzazione delle droghe leggere per togliere il terreno da sotto ai piedi a spacciatori e trafficanti.

Le malelingue e gli avversari politici hanno letto, forse a ragione, l’iniziativa di Marino come una trovata pubblicitaria per ingraziarsi le simpatie e, soprattutto, il voto delle giovani generazioni romane, non certo estranee al circolo vizioso del consumo di droga legato alla repressione di uso e spaccio da parte delle autorità. Come fermare il mare con le mani. A dare fiato alle tesi dei detrattori è stato lo stesso dottor Marino che ha aggiunto: “Sono assolutamente favorevole a far votare i sedicenni alle primarie. I nostri ragazzi, che vivono in una città complessa come Roma, hanno delle problematiche quotidiane con la loro scuola, i trasporti, con i luoghi dove si incontrano che, talvolta, sono diventati pericolosi. Per questo è giusto che diano il loro voto”. Praticamente una confessione di voler fare un sol boccone del voto giovanile.

Ma la guerra delle primarie Pd non si ferma certo a qualche canna di troppo. Il tandem Marino-Gentiloni si è infatti scagliato contro Sassoli, accusato di aver infranto il codice etico per aver permesso l’affissione di manifesti abusivi. I due ne chiedono addirittura l’esclusione dalle primarie “perché ha mentito ai romani”. Sassoli ha risposto alla Scajola: “Se qualche errore è stato commesso, è stato sicuramente a mia insaputa”. Colpi bassi in vista del 7 aprile.

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