Parlamentari No Tav di M5S e Sel alla manifestazione in Val di Susa

La delegazione dei parlamentari del Movimento5Stelle ha varcato alle 10 e 41 di questa mattina i cancelli del cantiere Tav di Chiomonte in Val di Susa, mentre il capogruppo al Senato, Vito Crimi, pronunciava in diretta streaming su La Cosa queste parole: “Il nostro obiettivo è informare. I parlamentari possono accedere direttamente ad informazioni non mediate sulla realtà di questo cantiere, e questo è fondamentale”. Insieme ai 5stelle c’erano anche parlamentari di Sel e qualche sparuta presenza del Pd come la candidata alle primarie Laura Puppato.

Una giornata storica per la Val di Susa che, ormai da anni, vede i due blocchi contrapposti di No Tav e forze dell’ordine fronteggiarsi anche in modo violento. Oggi, finalmente, gli inviolabili cancelli del cantiere sono stati varcati, con tanto di telecamere, niente di meno che da una delegazione istituzionale che rappresenta più di 200 parlamentari. Grillini in maggior parte, visto che tutti i 163 “cittadini” eletti nelle liste a 5Stelle hanno legato la loro partecipazione al Movimento proprio in funzione No Tav. Già ieri proprio Crimi aveva fatto andare su tutte le furie il presidente del senato Pietro Grasso parlando di “ispezione” in Val di Susa. “Nessuna ispezione, la loro è una visita autorizzata dall’azienda che gestisce il cantiere”, si era affrettato a rispondere Grasso, memore della sua immortale anima da magistrato.

 

Quello della contrapposizione frontale alla costruzione del Tav è uno dei cavalli di battaglia del Movimento che adesso, entrato in forze in parlamento, cerca di spostare la lotta antagonista sui tavoli istituzionali, visto che lo Stato non è visto più come un nemico dai valligiani ma, finalmente, come una soluzione ai problemi. Guardando le immagini in diretta, si è capito subito che grillini e colleghi non sono visti come ospiti graditi dalla società francese Ltf che sta portando avanti i lavori e dalle forze dell’ordine che hanno cercato in tutti i modi di rallentare la delegazione, ponendo paletti e perdendosi in un inutile, quanto grottesco, controllo dei documenti dei parlamentari per paura di “infiltrazioni” di manifestanti violenti o pregiudicati.

 “Zona militarizzata, bisogna capire come si è arrivati a questo. Sono impressionato dalla militarizzazione” -ha detto un parlamentare grillino appena varcati i cancelli del cantiere di Chiomonte“non sentire le istanze della gente, costruire un’opera inutile comporta anche dei costi. Secondo me le cose si possono anche frenare. Speriamo che blocchino tutto e lascino finalmente tranquilli i valligiani”. E dello stesso tono sono stati i commenti del resto della delegazione durante il tour ispettivo strettamente controllato da polizia e carabinieri. Nella delegazione è riuscito ad infilarsi anche Alberto Perino, storico leader della protesta, che ha commentato così: “Ne vedremo delle belle, gli faremo vedere i sorci verdi”.

La giornata è proseguita con la manifestazione vera e propria, partita alle 14 proprio da Susa, quando ormai la storia della valle aveva preso già un’altra piega. La “zona rossa” teatro di incidenti e scontri era stata a quel punto definitivamente “aperta” alle telecamere grilline, rendendo così noto ai cittadini lo stato dei lavori e portando ad una riflessione più meditata sul grado di utilità di un’opera che adesso anche nel Pd, complice il virus grillino, non viene più vista come necessaria e insostituibile. Miracolo della democrazia.

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