La procura di Roma apre un’inchiesta sugli stipendi gonfiati al Tg1

Decine di caporedattori e caposervizio del Tg1, il telegiornale della rete ammiraglia Rai, regolarmente stipendiati per ore di straordinario soprattutto notturne, ma quasi sempre assenti dal posto di lavoro. Ad anticipare lo scandalo degli stipendi gonfiati al Tg1 era stato sabato scorso Il Fatto Quotidiano. Ma la notizia non è ancora riuscita a bucare il muro mediatico visto che per il momento, tra le grandi testate, solo il Corriere della Sera ha deciso di metterci la faccia pubblicando un articolo sul web. Sembra che a fiutare le madornali irregolarità sia stato proprio il direttore generale di nomina montiana Luigi Gubitosi.

Si vocifera che il dg Rai soffra di insonnia e sia solito recarsi a fare un giro nelle redazioni. Dopo aver studiato il palinsesto pare che Gubitosi si sia presentato negli studi di Unomattina, Domenica In e proprio al Tg1. È così che all’ex amministratore delegato di Wind –uno abituato a fare il cane da guardia per un gruppo privato e quindi refrattario per natura al nepotismo Rai– sono saltate subito agli occhi le pesanti infrazioni commesse da quei dipendenti che hanno il potere di segnare le presenze al lavoro dei colleghi. Centinaia di ore rubate, soprattutto durante i giorni festivi e con il ricorso a riposi fasulli, che hanno costretto Gubitosi a dare avvio ad una inchiesta interna sulla struttura, chiamata audit, guidata da Marco Zuppi.

 

Spronato dal severo Gubitosi, Zuppi si è messo subito a spulciare i dati di una struttura che comprende circa 3000 persone. Ricordiamo, a beneficio di chi ne fosse all’oscuro, che questa categoria di dipendenti Rai –storica terra di conquista per nepotismo, sprechi, parentado e amici degli amicinon ha l’obbligo né di timbrare un cartellino né, tantomeno, quello di firmare un foglio presenza. Il bengodi del fantozziano assenteismo all’italiana. L’inchiesta portata avanti da Zuppi si concluderà in qualche settimana, ma i primi dati raccolti danno la certezza che Gubitosi dovrà presentare una denuncia a Procura e Corte dei conti. Procura di Roma che, di fronte alla notizia di reato, ha dovuto aprire un fascicolo, al momento contro ignoti.

Ma chi ha messo il segugio Gubitosi sulle tracce dei furbetti del Tg1? La colpa, o il merito, sarebbe tutta del solito corvo (tanto di moda di questi tempi) che due mesi fa avrebbe spedito una lettera anonima in triplice copia allo stesso Gubitosi e alla procura di piazzale Clodio, oltre che al presidente di viale Mazzini, Anna Maria Tarantola. Lo scandalo della concessione di indennità notturne, festive e di orario straordinario, tutte fittizie, a un gruppo di una trentina di redattori da parte di non meglio identificati vertici del Tg1, probabilmente capi redattori o vicedirettori, sta dunque per esplodere fragorosamente. Al momento nomi, soprattutto noti,  non se ne sono fatti, ma sospetti ce ne sono molti.

La patata è talmente bollente che è stato il procuratore capo della Capitale in persona, Luigi Pignatone, a prendere in mano la situazione, affidando il fascicolo al procuratore aggiunto Francesco Caporale. Pare che i furbetti del Tg1 abbiano agito nel periodo a cavallo tra la direzione di Augusto Minzolini e quella di Alberto Maccari, mentre il neo-direttore Mario Orfeo sta partecipando alla battuta di caccia contro gli assenteisti perché avvertito dell’inchiesta interna. Ambigua la posizione presa dall’Usigrai –il sindacato dei giornalisti Rai- che con una mano dà una carezza alla procura (“L’Usigrai è sempre stata e sempre sarà dalla parte delle regole. Quindi se qualcuno ha commesso illeciti è giusto che venga sanzionato”), mentre con l’altra la schiaffeggia: “Ma non possiamo accettare che si metta in moto la macchina del fango”. Dichiarazione che nasconde la paura che lo Tsunami grillino spazzi via anche gli scandalosi privilegi dei furbetti della Rai.

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