Urne aperte fino alle 15: decidono maltempo, astensione e indecisi

Oggi urne aperte fino alle 15.00. Ci sarebbe ancora tempo per andare a votare, ma sembra che gli italiani non vogliano sfruttare l’occasione. I dati sull’affluenza ai seggi, registrati alle 22.00 di domenica sera, infatti, non lasciano troppo spazio ai dubbi: ha votato il 55,17% degli aventi diritto, contro il 62,55% della stessa ora delle consultazioni del 2008. Il calo è del 7,38%. Una enormità. La domanda che gli esperti di rilevazioni statistiche si sono posti in questi giorni, dato che un calo del numero dei votanti era atteso, è su quale partito peserà di più la sfiducia degli italiani. Sicuramente il Pdl di Silvio Berlusconi (contestato al seggio di Milano dalle attiviste di Femen), nonostante la strombazzata rimonta, ha visto defluire in buon ordine qualche milione di voti. I delusi dalle mancate promesse del Cavaliere.

Altra fetta di arrabbiati è sicuramente quella che ha sempre votato i partiti “istituzionali” (Pd, Pdl o Udc), ma che adesso, dopo aver assistito ai disastri fiscali imposti dal governo Monti e dalla maggioranza tripartita che lo ha sostenuto, non ne vuole più sapere di votare i professionisti della politica. Voti in libera uscita che dovrebbero andare a finire dritti dritti nelle tasche di quei movimenti che si definiscono rivoluzionari e di rottura con il sistema. Movimento5Stelle di Beppe Grillo in primis, seguito da Rivoluzione Civile di Ingroia e, più in piccolo, dai partiti a Destra dello schieramento politico come Storace o Casapound.

 

Ma è comunque l’incertezza a farla da padrona nella tornata elettorale forse più importante della storia repubblicana italiana. Dei 47.011.309 aventi diritto al voto circa il 23% è dato in rotta verso l’astensione. Troppo grande la disillusione per una classe politica, vecchia e nuova, brava a muovere la lingua e a mostrarsi in tv, ma ritenuta incapace di governare nell’interesse di tutti. Ancora più decisivi saranno però gli indecisi. Una categoria di persone quasi inafferrabile, che sfugge da mesi ai sondaggi e che, probabilmente, deciderà dove apporre la sua X solo nel chiuso dell’urna. Un vero terno al lotto per sondaggisti ed esperti di numeri, tanto da aver fatto rischiare l’annullamento dei tradizionali instant-poll, le interviste a campione effettuate da alcuni istituti demoscopici a seggi ancora aperti. Troppo pericoloso sparare cifre a caldo con l’incognita Grillo a farla da padrona. Nelle ultime ore l’allarme instant-poll è comunque rientrato, sconfitto dalla “ragion di tv” difesa dagli addetti ai lavori.

Ma c’è un’altra variabile che probabilmente sta influendo sull’affluenza alle urne. È il maltempo, anche se i soliti sondaggisti sono divisi al riguardo: c’è chi dice che neve, pioggia e vento gelido influiranno poco o nulla sulla ferrea volontà dei coscienziosi elettori, mentre per altri le prime elezioni svolte a febbraio non vedranno partecipare molte persone, soprattutto anziane, scoraggiate dalle bizze meteorologiche. Sta di fatto che, nella giornata di domenica, intense nevicate hanno interessato in particolar modo Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, mentre la pioggia, accompagnata da forti venti, sta ancora oggi imperversando sul centro-sud. Tutti fattori che rendono ancora più avvincente la maratona tv per la quale i media italiani stanno già scaldando i motori.

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