Mussari come Craxi: la Nuova Tangentopoli comincia con le monetine

L’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, ha finalmente fatto il suo ingresso, venerdì scorso a mezzogiorno, nel palazzo di Giustizia della città toscana per essere interrogato dai pm Aldo Natalini, Antonio Nastasi e Giuseppe Grosso di fronte ai quali deve rispondere di accuse gravissime, legate all’acquisto gonfiato di Banca Antonveneta e al successivo ricorso a prodotti derivati come Alexandria e Santorini che hanno provocato un disastroso buco di bilancio nelle casse di Rocca Salimbeni.

Uno dei compari di Mussari, Gianluca Baldassarri, responsabile dell’area finanza e membro della banda del 5%, era stato arrestato proprio il giorno prima. Aveva 35 mila euro in tasca e si preparava a fare il latitante a Londra. Per Mussari, nell’occasione accompagnato dagli avvocati Tullio Padovani e Fabio Pisillo, non sono ancora scattati i ferri, ma le tre ore di interrogatorio, subito secretato, a cui è stato sottoposto ieri non lasciano sperare nulla di buono (per lui). Nei prossimi giorni ci potrebbero essere svolte clamorose e altri arresti.

 

Al momento però l’unico fatto clamoroso è stata la scena da déjà vu con cui gli italiani hanno potuto deliziarsi sui teleschermi di casa. All’arrivo di Mussari in procura, oltre alle solite frotte di giornalisti, c’erano ad aspettarlo qualche decina di persone, non certo degli scalmanati dei centri sociali o di Casapound. Al grido di “buffone e ladro” il gruppo di cittadini esasperati (anche se non si è ancora certi che non siano stati prezzolati per l’occasione) ha cominciato a lanciare monetine -di piccolo taglio visti i morsi della crisi economica- all’indirizzo del banchiere Rosso che è stato subito sommerso dall’abbraccio rassicurante degli uomini delle Forze dell’Ordine presenti sul posto.

In quel momento, con Mussari visibilmente scosso in volto e le monetine a terra, a tutti sono ritornate agli occhi scene che sembravano sepolte in un’altra epoca. Era il 30 aprile 1993 quando una folla inferocita invase Largo Febo, vicino piazza Navona a Roma, e attese Bettino Craxi all’uscita dell’hotel Raphael, l’albergo che da anni era la sua dimora romana. La scena del lancio di monetine e i commenti dei giornalisti, “qui lanciano di tutto”, sono entrate di diritto nei libri di storia italiana. Il segretario del Psi, inseguito da mandati di cattura e oggetti contundenti di ogni tipo, fu poi costretto a fuggire in Tunisia dall’amico Ben Alì dove poi morì in contumacia.

Oggi, a distanza di 20 anni esatti da Tangentopoli, la Nuova Tangentopoli sembra seguirne le orme. Mps, Finmeccanica, Eni, Saipem, Fonsai, sanità lombarda, Rizzoli, Proto e Cellino sono solo i nomi più noti finiti nelle magie della giustizia, tutti accusati a vario titolo di tangenti, mazzette, stecche e corruzione. Ma il simbolo dei furbetti di Tangentopoli 2 resta senza ombra di dubbio “Belli capelli” Mussari la cui posizione è stata ben riassunta, secondo quanto riportato da Il Giornale, dalle parole sussurrate proprio da un dipendente del palazzo di giustizia senese: “Carnevale è finito, è cominciata la Quaresima”.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: