Il consigliere campano Pdl Antonia Ruggiero si separa. Storie di corna con Berlusconi

Un matrimonio finito male. Una richiesta di separazione approdata in tribunale. Insulti, urla e minacce tra moglie e marito, con accuse reciproche di essere stati traditi. La classica e italianissima storia di corna che non passerebbe certo agli annali se nella parte dell’aitante e poco misterioso amante non ci fosse proprio Lui: Silvio Berlusconi da Arcore. Ancora alle prese con la patata bollente (ogni doppio senso usato è puramente casuale) della battuta sessista rivolta domenica ad una imbarazzatissima Angela Bruno, dipendente dell’azienda Green Power, il Cavaliere, candidato chansonnier perfino a San Remo, si ritrova adesso invischiato in una causa di divorzio, per giunta non dalla sua ex moglie Veronica Lario.

La vicenda un po’ voyeuristica si svolge ad Avellino, città natale di Antonia Ruggiero, consigliere regionale campana dal 2010, nonché strettissima amica di Berlusconi da qualche anno prima. La 35enne Ruggiero, donna guarda caso molto avvenente (di cui è disponibile su youtube solo un video un po’ datato), ha chiesto la separazione dal marito, il 65enne Gianni Porcelli, giornalista Rai sposato nel 2005, accusandolo di disinteressarsi della famiglia e di “frequentare donnacce”. Pronta, ed inaspettata soprattutto per il Cavaliere, la risposta di Porcelli che, attraverso il suo legale Mattia Trofa, ha citato come testimoni nella causa di separazione il povero Silvio ed il fidato ragionier Giuseppe Spinelli, lo Spinaus delle Olgettine, chiedendo ufficialmente di convocarli a Palazzo di Giustizia.

 

Secondo il “marito cornuto”, la Ruggiero avrebbe avuto un “percorso di vita sentimentale segnato da numerose relazioni, spesso con uomini maturi e socialmente influenti. Silvio Berlusconi innanzitutto”. L’uomo, che si era sempre fidato ciecamente della moglie, non aveva sospettato nulla nemmeno il giorno delle nozze, quando il galante Cavaliere “aveva omaggiato i coniugi Porcelli con 50 mila euro”. E aveva continuato a viaggiare illuminato solo dal faro dell’amore persino quando il munifico e generoso Paperone di Arcore “elargisce alla coppia 1 milione e 250 mila euro su esplicita richiesta della Ruggiero” per l’acquisto della casa coniugale. Denaro consegnato nel 2005 a titolo di prestito infruttifero da Spinelli alla Ruggiero, attraverso bonifici intestati alla filiale del Monte dei Paschi di Siena di Segrate, se si vuole dar fede alle copie esibite dai legali di Porcelli.

Niente. Nessun dubbio. Lo Sherlock Holmes dell’Irpinia targato Rai ha iniziato a nutrire un leggerissimo e fantozziano sospetto solo dopo la separazione quando, si legge ancora nella nota dei suoi avvocati, “il marito ritrova un vecchio cellulare ancora attivo con alcuni sms dal contenuto inequivocabile, scambiati dalla Ruggiero con Berlusconi in epoca successiva al matrimonio”. Per avere la certezza matematica dell’adulterio il Porcelli avrebbe forse dovuto trovare a letto i due amanti, sempre che non gli fosse venuto da pensare ad una riunione politica.

Ad ogni modo, ad accertare i fatti di letto della sfortunata coppia saranno i giudici competenti. La questione che rimane sul tavolo però è quella politica. Chi può immaginare un Berlusconi convocato in tribunale per negare le corna consumate, proprio a pochi giorni dalle elezioni, e proprio quando gli occhi di tutto il mondo sono rivolti verso Roma dopo le dimissioni di Joseph Ratzinger dal soglio pontificio? Figuraccia planetaria a cui di certo il Cavaliere riuscirà a sottrarsi.

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