Grillo, Ingroia e Giannino: l’alternativa al “voto utile”

Mentre Bersani, Monti e Berlusconi continuano a sbracciarsi affannosamente su radio, giornali, tv e web nel chiedere agli italiani il voto utile (quello dato a loro ovviamente), gli ultimi sondaggi pubblicati venerdì scorso, visto che da sabato 9 è entrato in vigore il divieto di diffondere numeri e cifre, danno invece in ascesa irresistibile proprio i movimenti che più degli altri potrebbero guastare la festa ai tre partiti che hanno appoggiato il governo dei tecnici di Mario Monti. Beppe Grillo con il suo Movimento5Stelle è il più temuto. Gli ultimi sondaggi lo davano sopra al 15%, ma con la netta sensazione che molti degli indecisi, o di quelli che preferiscono non rivelare le proprie intenzioni di voto a Ghisleri e soci, all’ultimo momento decideranno proprio di dare fiducia ai grillini.

Il comico-politico genovese è riuscito a togliere il sonno sia a Bersani che al Cavaliere, consci dell’emorragia di consensi che da Pd e Pdl sta scivolando verso il M5S. Anche Monti però vede il grillismo come fumo negli occhi, perché un’eventuale, e quasi certa, affermazione del Movimento nelle urne toglierebbe spazio di manovra all’inciucio tra Scelta Civica e il Pd che i centristi stanno approntando da mesi. Beppe Grillo, intanto, continua imperterrito il suo Tsunami Tour; oggi sarà a Rovigo e Mantova, mentre domani parlerà a Bergamo e Brescia. E c’è da scommettere che, così come successo fino a ieri -e nonostante il freddo polare e la pioggia che stanno accompagnando questa atipica campagna elettorale di febbraio- le piazze si riempiranno di persone entusiaste, ma stufe delle bugie della casta.

 

Gli incubi del trio BBM non sono però popolati esclusivamente dal Grillo che canta sempre al tramonto. Ci sono ben altri mostri a terrorizzare i caimani della politica. Primo fra tutti colui che Maurizio Crozza ha definito “lo zio di Elisa di Rivombrosa”, a causa dell’abbigliamento sempre originale, sgargiante e un po’ retrò. Oscar Giannino è infatti riuscito ad imporsi con la forza all’attenzione mediatica e, di conseguenza, dell’elettorato. Il suo Fare, movimento per Fermare il Declino, sta carburando come un diesel per uscire dal garage dell’anonimato politico-mediatico. E l’operazione sembra stia riuscendo in pieno.

Intervistato questa mattina da RepubblicaTV, l’eccentrico esperto di economia (capitalista e liberista) ha risposto per le rime alle pressanti dichiarazioni di Berlusconi sull’inutilità del voto dato a Fare. “Berlusconi è da tre giorni che veramente mi rivolge un appello dicendo che quello dato a me è un voto inutile –dice un Giannino in completo aragosta– e poi pero dice ritirati perché mi fai perdere. Se fosse così inutile non varrebbe la pena di cotanto appello. Evidentemente il timore del capo della coalizione di centro-destra è che lo facciamo perdere, a cominciare dalla Lombardia”.“Siamo nati esattamente per far perdere i vecchi schieramenti e lui ce ne dà una riprova”, ha poi concluso il volto mediatico di Fare, provocando a sua volta il pluricandidato Cavaliere: “Ritirati tu”.

Il terzo moschettiere del voto inutile è Antonio Ingroia, il magistrato palermitano in aspettativa, messosi alla guida della lista Rivoluzione Civile con Di Pietro, Diliberto, Ferrero e Bonelli. Intervistato da SkyTg24, il pm dell’inchiesta sulla Trattativa Stato-mafia ha risposto per le rime alla richiesta di desistenza avanzata dal Pd per mezzo del suo emissario Luciano Violante, già ribattezzato il piccolo Visinski. “Quel partito ha deciso di andare al governo comunque e con chiunque”, ha detto Ingroia riferendosi proprio al Partito Democratico e aggiungendo poi un carico da 90: “Bersani è un funzionario di partito, messo a capo di una struttura di partito che eredita un vecchio modo di fare politica”. Una pietra tombale sulle speranze del Pd che avrebbe voluto la botte piena e la moglie ubriaca, e cioè la dote dei voti di Ingroia in nome del voto utile senza nemmeno doversi disturbare a fare campagna elettorale.

 

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1 Commento

  1. argia77

     /  11 febbraio 2013

    Concordo con la tua analisi, un commento personale: ho sempre votato secondo coscienza badando all’interesse collettivo (quello che io ritengo sia meglio), i discorsi sul voto utile mi hanno stancata.

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