Il caso Lusi è la regola della politica italiana

Eh no, cari politici della casta! Questa volta non ce la beviamo proprio la favoletta che raccontate su Luigi Lusi, tutt’ora senatore del Pd, nonché ex tesoriere della defunta Margherita, reo confesso dell’appropriazione indebita (altrimenti definita FURTO) di almeno 13 milioni di euro dalle casse del partito che, insieme ai DS, ha poi dato vita al Partito Democratico. Secondo i mentitori della casta, Lusi sarebbe solo il solito, ennesimo, “mariuolo” (il termine fu utilizzato da Bettino Craxi per Mario Chiesa nei primi mesi del 1992 e sappiamo tutti come andò poi a finire Tangentopoli), che agiva all’insaputa e con la piena fiducia dei vertici politici. Le imbarazzanti interviste rilasciate a profusione dall’ex capo di Lusi, Francesco Rutelli (GUARDA IL VIDEO http://www.youtube.com/watch?v=auZUzpAHiws ) non hanno fatto altro che alimentare i dubbi:

come è possibile che partiti come la Margherita approvino i bilanci “al buio” contando sulla parola di un uomo solo, il tesoriere, che tutto può e nulla deve? Perché è stato consentito ai partiti di appropriarsi illecitamente di denaro pubblico, i rimborsi elettorali, quando i cittadini avevano espresso chiaramente la loro volontà con il referendum del 1993 che eliminava il finanziamento pubblico ai movimenti politici? Perché le decine e decine di casi di ladri con in tasca mazzette e tessere di partito vengono derubricati a episodi isolati, quando invece siamo chiaramente alla presenza di un sistema istituzionalizzato di illeciti che dai tempi di Tangentopoli non si è mai arrestato? Cosentino, Tedesco, Milanese, Penati, Formigoni, questi alcuni dei casi bipartisan più eclatanti.

La frase in perfetto stile mafioso pronunciata poi da Lusi, quel “Sono responsabile di tutto e per tutti”, ben lungi dal sembrare la poco credibile sparata di un mitomane, non fa altro che rafforzare l’impressione che molti suoi omertosi colleghi sapessero e che, magari, visto che una mano lava l’altra, approfittassero della situazione per mettere da parte qualche spicciolo in più in vista della pensione. Gli utili idioti d’Italia sono fermamente convinti che il ticket Napolitano-Monti rappresenti il nuovo della politica ma, mentre il professore continua a discettare allegramente su come gli italiani debbano essere contenti di non avere più il posto fisso, soprattutto se disoccupati o super-precari, (GUARDA IL VIDEO http://www.youtube.com/watch?v=MvIVBSx_S40 ), sotto di lui continua a proliferare indisturbato un sottobosco di lestofanti e manigoldi. Ma non sarà anche responsabile chi dal governo si avvale del loro voto in Parlamento?

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