I torti di Equitalia e le ragioni di Grillo

“Se Equitalia è diventata un bersaglio, bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze”. È bastato che il comico Beppe Grillo, animatore del Movimento a Cinque Stelle, postasse queste parole sul suo blog www.beppegrillo.it per scatenare un putiferio mediatico senza precedenti. Tutta la vicenda prende le mosse dai recenti attentati esplosivi messi in atto in varie città italiane da sedicenti gruppi anarchici (la Federazione Anarchica Informale) contro Equitalia, la società pubblica (51% Agenzia delle Entrate e 49% Inps) incaricata della riscossione nazionale dei tributi. http://it.wikipedia.org/wiki/Equitalia . Il primo della serie, il più devastante dal punto di vista dei danni provocati (il ferimento del direttore generale Marco Cuccagna), era avvenuto a Roma il 9 dicembre scorso.

A quello, aveva fatto seguito la spedizione di vari pacchi-bomba nelle sedi Equitalia di tutto il Paese (Foggia, Torino, ancora Roma e altre). Come sempre in questi casi, grande allarme sicurezza ed unanime e scontata condanna, senza se e senza ma, degli “ingiustificati” atti di violenza da parte dell’intero circo mediatico e politico. Ma ecco che, come un fulmine a ciel sereno, ci ha pensato il coraggioso Grillo a rompere il muro di omertà che circonda il tanto discusso operato dell’Agenzia. “Forte con i deboli e debole con i forti”, questo sembra essere il motto dei dirigenti di Equitalia, risoluti a mandare sul lastrico un onesto cittadino che magari si è dimenticato, o non è stato in grado, di pagare allo Stato sanguisuga uno dei tanti odiosi balzelli impostigli.
Pignoramenti, sequestri e avvertimenti in stile mafioso per cercare di mettere le mani ad ogni costo su un “pizzo” di poche centinaia di euro, ma non un fiato quando si tratterebbe di recuperare un minimo di equità perlomeno sulla questione dell’emersione della grande evasione fiscale, quella dei colletti bianchi e dei privilegiati di ogni risma. Quello di Grillo è stato semplicemente un invito a riflettere se Equitalia sia davvero equa, o se non rappresenti invece un pezzo dello Stato, non al servizio del cittadino, ma dei soliti potenti. Il ragionamento grillino è: se un singolo ufficio viene sottoposto ad un attacco violento così continuativo, non si può ovviamente sparare a zero contro fantomatici terroristi senza capire il perché di tali gesti. Una riflessione, tutto qui, ma forse troppo per i detentori delle chiavi di un sistema basato sull’ingiustizia.

3 gennaio 2012

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