Che cos’è la manovra Monti? La manovra Monti è un furto

Pierre Joseph Proudhon

Tanto per cominciare una bella manovra da 30 miliardi di euro sbattuta tra il capo e il collo degli italiani. È questo il biglietto da visita presentato dal governo dei super tecnici guidato dal professor Mario Monti, il moschettiere che, nel nome dell’equità, ha invece messo il segno sull’ennesimo furto compiuto direttamente nelle tasche dei contribuenti. Eh sì perché, parafrasando la celebre e più che condivisibile frase del pensatore anarchico Pierre Joseph Proudhon (nell’immagine), secondo il quale “la proprietà è un furto”, si può ben affermare che la manovra economica montiana, dalla quale sarebbe dovuta dipendere la svolta verso la crescita della nostra economia, non rappresenti niente di diverso rispetto a un ladrocinio compiuto sulla pelle di milioni di persone. È vero che il nuovo esecutivo può vantare una serietà, una competenza e delle capacità intellettuali che la società dei magnaccioni rappresentata dal berlusconismo in confronto pareva una allegra compagnia di compari all’osteria, ma le buone intenzioni, a parole, non sono riuscite a coprire la profonda iniquità di un provvedimento che dell’equità aveva invece fatto uno slogan.

Tasse, ici, pensioni, lavoro, sacrifici, lacrime (come quelle di coccodrillo versate dalla ministra del Lavoro Fornero) e sangue, è questo il tributo che i vampiri insediatisi a Palazzo Chigi, rappresentanti di quei Poteri Forti dei quali si vuole persino negare l’esistenza (come per la mafia 30 anni fa, ricordate?), hanno imposto agli italiani. Parole, parole, parole di giustizia ed equità sociale che non sono riuscite a partorire nemmeno una leggina che sia andata ad intaccare le immense fortune concentrate nelle mani di pochi, l’ingiustizia rappresentata dalle rendite finanziarie e il tesoro nascosto dai tanti furbi che a pagare le tasse non ci pensano proprio.
Sì, un piccolo provvedimento per far sganciare una mancetta a chi possiede suv e yacht è stato fatto, ma è il classico specchietto per le allodole, adatto a tenere buone le masse. Nulla però che determini un reale spostamento di ricchezza e che faccia finalmente pagare, e tanto, chi la crisi fino ad ora non l’ha proprio sentita. Equità, caro Monti, significa redistribuzione, e redistribuzione significa esproprio delle ricchezze truffaldine accumulate dalla casta, o come meglio la si vuole definire. Equità significa che tutti hanno lo stesso, a ciascuno secondo i suoi bisogni e da ciascuno secondo le sue possibilità, e non questo giochino al massacro che con la mano destra fa finta di dare, mentre con la sinistra continua a togliere, sempre dalle tasche degli stessi.

5 dicembre 2011

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