Alessandro Sallusti wanted dead or alive

Cinque giorni sono passati dalla data, ormai storica, del 15 ottobre, giorno degli scontri di Roma. Finalmente i giornalisti di Regime di tutta Italia possono gioire: la Capitale è veramente paralizzata, quasi un campo di battaglia, ma non a causa di un nuovo attacco dei terribili ed inafferrabili black bloc. A Roma, udite udite, è piovuto nel corso della mattinata e la città non ha retto, colpita ed affondata da due gocce di pioggia che hanno fatto emergere il marcio della situazione di abbandono in cui versa tutto il territorio dello Stivale. L’Italia va a rotoli, spinta sempre più a fondo dalla crisi economica provocata dal capitalismo, e dalle dolose carenze di una classe dirigente che, da decenni, rimane lì immutabile, sempre in cerca di un nemico esterno da incolpare di ogni male, incapace però di agire per il bene comune. Questo è ciò che sta facendo, tra gli altri, anche Alessandro Sallusti, direttore del Giornale di casa Berlusconi, in questi giorni abbandonatosi ad un delirio repressivo reazionario nei confronti della protesta esasperata, ma giusta, portata avanti dai giovani italiani.
Sbatti il mostro in prima pagina è anche il titolo di uno splendido film con Gianmaria Volontè, ma mettere il presunto mostro, vedi il povero Pelliccia, a disposizione del pubblico ludibrio, come arma di distrazione di massa, sembra essere diventato lo sport preferito da molti giornalisti reazionari e leccaculo della casta. Questo articolo provocatorio, concepito da Parolibero, arriva in risposta alla campagna terroristica che il prode Sallusti ha architettato: pubblicare ogni giorno in prima pagina la foto di qualche “nero” con il volto scoperto per aprire una sorta di caccia all’uomo in tutta Italia. Secondo la teoria dei tanti nuovi fascisti (non sappiamo come definirli, si accettano consigli!) spuntati come funghi in questa squallida Italietta, l’unico vero problema non è più il fallimento del capitalismo finanziario che tante disuguaglianze sta creando, anche in un Paese come il nostro tra i più ricchi ed avanzati del mondo. Il problema non sono più i tanti milioni di giovani dal futuro più che incerto, ma i “terroristi urbani” –definizione coniata da quell’esaltato di Bobo Maroni-, dal volto coperto, ma dai liberi pensieri. Dei ladri e delinquenti trincerati nei Palazzi del Potere Sallusti e company ovviamente si guardano bene dal parlarne male, o dal pubblicarne le foto segnaletiche, consapevoli che se crolla il castello della politica anche per quelli come lui sarebbe finita. Dunque, se riconoscerete e segnalerete per tempo a Parolibero l’esatta posizione dell’uomo ritratto nelle foto qui sopra, avrete come ricompensa una colazione pagata.

20 ottobre 2011

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